venerdì 27 aprile 2018

Perché i lettori sono sempre (o quasi...) felici



Sto cercando di finire, con fatica, il mio libro settimanale. In questi giorni, tra i turni in ospedale e svariati impegni presi trovo con difficoltà il tempo per leggere. Il libro è bello, anche se non eccellente, ma non è questo il problema. E' che il cambiamento climatico sta svegliando in me un lettore diverso. Mi spiego. Con il bel tempo, i miei sensi percepiscono profumi e luci che evocano letture già svolte. D'estate mi capita di leggere all'aperto, entrare nel libro per ore e uscirne avvolto dalle emozioni che mi ha procurato e trovarmi fisicamente nel verde con i sensi amplificati a dismisura. Il giardino che guardo indifferente ogni giorno, diventa un luogo di pace incredibile dove il ricordo degli eventi letti, per un breve lasso di tempo, sono fisicamente con me sull'erba. E' una sensazione estremamente piacevole, una specie di droga da cui sono felicemente dipendente. 
Il libro che sto leggendo ora è bello, ma non entusiasmante. Lo leggo volentieri, ma non famelicamente. E leggendo, sento il profumo dell'estate imminente che mi ricorda quei libri e quelle sensazioni già provate. In questo modo la lettura attuale perde di smalto e il desiderio di trovarne un'altra e catapultarmi in giardino diventano spaventosamente necessari. 
I benefici della lettura non sono sempre descrivibili razionalmente. Quando si afferma che leggere fa bene e cerchiamo di farlo portando a riprova degli studi o delle ricerche, sappiamo che oltre ciò che è dimostrabile c'è molto di più. Come si fa a dimostrare che in certe circostanze di lettura  siamo talmente vicini ai personaggi del libro da convincere la nostra mente, anche per pochi istanti, che sono reali? Io credo che non ci sia videogioco o esperienza virtuale che abbia un pari effetto.
Ecco svelato perché i lettori d'estate sono sempre abbronzati. Ecco svelato perché i lettori sono sempre (o quasi...) felici!

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