mercoledì 11 aprile 2018

L'arte della gioia (9-)


Se cercate un libro rassicurante, in cui i protagonisti hanno ruoli abituali e ben definiti, non leggete questo libro di Goliarda Sapienza. C'è passione in questo romanzo, carnalità e desiderio, riflessione e politica, amore o odio. L'arte della gioia sembra scritto oggi, anche se la protagonista è nata nel 1900 e la sua vita è descritta parallelamente agli avvenimenti della storia d'Italia del primo Novecento. In oltre cinquecento pagine la storia di una donna che si trova a lottare contro un destino segnato dalla nascita plebea diventa mito, una dea che ama uomini e donne, che arriva ad uccidere pur di salvarsi dall'ineluttabile, che lotta per i propri ideali e per l'amore della propria famiglia. Famiglia che è tutt'altro che convenzionale e trovare una specie di famiglia-arcobaleno, come la si definisce oggi, in un libro scritto nel 1976 fa riflettere sulla lungimiranza di una scrittrice poco conosciuta, ma che possiede una scrittura unica. 
Pensate che gli argomenti di questo libro non siano adatti a voi? Non leggetelo, per carità. Ma se vi capita tra le mani, qualche pagina gustatevela comunque e troverete uno stile diverso da quello a cui siete abituati. Non parlo solo dei verbi spesso messi a fine frase, come accade nel dialetto siciliano. La scrittura è elegante e le riflessioni filosofiche, politiche e letterarie sono disseminate in ogni capitolo. In alcune parti sembra addirittura un trattato di pedagogia moderna. 
Il libro a tratti rallenta il ritmo, ma la bella scrittura trattiene tenacemente il lettore incollato alla pagina.

Consigliato agli anticonformisti e alle donne che cercano la propria identità.

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