giovedì 27 aprile 2017

Un po' di Tolkien per il mio Maggio dei Libri 2017

L'anniversario per i 125 anni dalla nascita di John Ronald Reuel Tolkien è stato incluso tra gli argomenti raccomandati dal Cepell nella preparazione del Maggio dei Libri. Sto organizzando anch'io un evento, che spero di poter condividere con voi a breve, e non potrò mancare di inserire tra le letture qualche pezzo del grande maestro del fantasy. Qui  potete trovare una lettura tratta dal Signore degli Anelli, che mi ha dato non poche soddisfazioni essendo nato da una circostanza particolare: un laboratorio sul Signore degli Anelli tenuto nel 2012. 
Ricordo spesso Tolkien quando scrivo di biblioterapia, e ne parlo con enfasi. Sono molti gli spunti che si possono trarre da lui. E il suo fascino non risiede solo nei suoi libri, già densi e ricchi di suggestioni e riflessioni, ma anche nella sua biografia. Proveniente da una famiglia anglicana, quando lui aveva otto anni la madre si convertì al cattolicesimo, scelta che pagò con l'ostracismo da parte della famiglia e della società inglese. Il Signore degli Anelli è stato considerato per decenni, e da parte di molti lo è ancora, troppo fantasioso per essere davvero parte della cultura celtica e troppo pagano per essere accettabile nella cultura cattolica. Credo che entrambe le parti siano in errore. Come in errore sono coloro che accusano Tolkien di essere favorevole alla guerra per la risoluzione dei conflitti solo per le sue descrizioni di battaglie entrate anche nell'immaginario del mondo del cinema. Gli scritti di Tolkien sono ricchissimi, descrivono mondi inventati che riflettono sentimenti veri, dinamiche complesse e realtà possibili. Certo, non tutti sono in grado di comprenderlo. Serve fantasia, libertà dagli schemi mentali e tanta passione. Ma questo sta nel lettore. E, visto il suo successo di pubblico, forse coloro che sono negativamente critici qualche dubbio sul metodo che usano per giudicarlo dovrebbero porselo.

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