giovedì 10 novembre 2016

Biblioterapia e religione: questioni e quesiti

Questa sembra la settimana Santa. Ancora una volta a parlare di libri e religione. Ma, stavolta, in modo diverso.
Ieri sera ho tenuto il mio laboratorio di biblioterapia all'Università Popolare di Sona da titolo Cristo narrato dalla letteratura. L'argomento appare religioso, ma non lo è stato. Inevitabilmente la discussione si è inserita in questo ambito, ma senza pretese dogmatiche, senza alcuna velleità di vedere la verità. La letteratura riesce a creare un'amplificazione dei sentimenti che all'interno della questione religiosa diventa utile per capire di più il significato che ha per ognuno di noi il rapporto con il divino e non per decidere quale religione sia quella giusta. E poi: esiste una religione giusta? Dal mio punto di vista, credo che i diversi romanzi che hanno come protagonisti Gesù o altre figure dei Vangeli puntino a far esplorare le nostre emozioni. Diamo poco valore alle emozioni molto spesso, troppo spesso. Noi siamo emozioni, e anche nella religione questo tipo di sentimenti ha un valore fondamentale. A patto di capirli e farli fruttare positivamente. Poi, tutto il resto, alla biblioterapia non riguarda. E, forse, neppure alla religione. Forse. Perché durante la discussione c'è stato chi ha, giustamente sottolineato quanto credere alla resurrezione sia fondamentale. I buoni sentimenti sono parte della religione. Il perdono, certo, l'amore universale. Ma senza la resurrezione? Ovviamente, un biblioterapista non ha risposte. Solo altri libri con cui riflettere.

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