giovedì 15 settembre 2016

Chi era Ermanno Rea



La notizia della morte di Ermanno Rea, ottantanovenne, giornalista e scrittore, è comparsa in questi giorni su ogni giornale e sito. Eppure era ai più sconosciuto: perché? Ho scoperto un paio d'anni fa la scrittura di Rea, quasi per sbaglio, spulciando tra i siti di lettori che si scambiano opinioni e titoli. Ho iniziato così a leggere Il sorriso di don Giovanni, in cui la trama è costruita attorno a una protagonista, mantenendo sempre sullo sfondo l'amore per i libri e la letteratura. Di questo libro non mi ha colpito la storia, ma l'incredibile freschezza della sua scrittura di ottuagenario dall'animo bambino. Sì, perché Rea era lungi dal ritirarsi a fare la vita del vecchietto. Non potrà vedere pubblicato il suo ultimo libro, Nostalgia, che uscirà a ottobre. E chissà cos'altro avrebbe potuto ancora tirar fuori dalla sua creatività sempre crescente. La mente è così: può migliorare con il tempo
(anche se non è possibile per tutti) mentre il corpo decade, sendendosi sedicenni dentro. 
Su uno scaffale della mia libreria mi attende La comunista, ma ben altre sono le opere che dovrò procurarmi. Mistero napoletano gli fece vincere il premio Viareggio, riconoscendo la sua capacità brillante di parlare della sua amata Napoli. Non solo Elena Ferrante, quindi, che fa parlare di sé pur non mostrandosi. Rea non era sconosciuto, ma certamente non esibiva se stesso, ma modestamente tesseva opere con le parole, più per se stesso che per gli altri. Proprio per questo motivo, io stesso non conoscevo granché Ermanno Rea. Tra gli articoli pubblicati in questi giorni, qui potete trovare quello che, a mio avviso, lo descrive in modo più completo. Perché il miracolo degli scrittori è che spesso molti giungono alla sua conoscenza proprio quando se ne vanno
.

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