lunedì 8 febbraio 2016

Le librerie reali (e non virtuali) di Amazon

A novembre scorso, a Seattle, Amazon ha aperto la sua prima libreria fisica. La cosa è apparsa da subito come un esperimento nato per capire i motivi della diminuzione di vendite degli eBook e dell'aumento dei libri cartacei. In questi giorni circola voce che sia prossima un'altra apertura. Amazon però ha smentito tale ipotesi. Rimane da chiedersi perché abbia messo un annuncio su Linkedin per trovare dei librai. L'esperimento a Seattle avrà già ottenuto risultati? Certamente la libreria fisica di Amazon non è come le altre: seimila titoli disponibili, libri classificati secondo le opinioni dei lettori che commentano sul sito, ambiente fisico attraente e moderno, stessi prezzi che su internet. E in Italia? Al momento Amazon si è limitato a una forte collaborazione con le librerie Giunti che vendono, in esclusiva, i suoi diversi eReader e sono diventati punti di consegna di tutti i prodotti che Amazon invia a quanti preferiscono ritirare personalmente la merce. 
Credo che tutti questi cambiamenti siano frutto di nuove considerazioni sul mercato del libro. E' nata la consapevolezza quanto sia necessario avvicinarsi ai lettori trattandoli non come acquirenti comuni. Il cliente-lettore è attratto dai luoghi dove sia possibile osservare, sfogliare, annusare, contemplare, assaggiare i libri. Ha bisogno di esprimere il proprio essere lettore, ha la necessità di scegliere tra molti libri, ma anche di trovarsi a contatto con la letteratura in modo non solo virtuale, circondato da persone che conoscono la letteratura e non solo il marketing. Una novità? Certamente no. È che forse questa volta qualcuno l'ha capito davvero.

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