martedì 15 dicembre 2015

Narrando il Natale in Ospedale: serata di lettura espressiva con arpa


 
Lo vedete anche voi, dal blog meno aggiornato del solito, quanto sono preso in questi giorni. La locandina qua sopra rappresenta la fine del lavoro che dai primi mesi dell'anno mi ha visto impegnato nella realizzazione di questo progetto "Relazione umana, filosofia e cura. Il libro e la letteratura terapeutica" per portare i libri in ospedale e coadiuvare il Circolo dei Lettori nell'organizzare e formare i lettori volontari. Lo confesso: sono molto molto stanco. Felice, ma stanco. Non è tutto così semplice come potrebbe apparire. Non ci provo neppure a elencare tutte le cose che mi hanno dato e danno grattacapi e delusioni. E la cosa più grave è che non ho più il tempo per rifugiarmi in un libro. Sono due settimane che ho un romanzo iniziato sul comodino senza averlo ancora finito: mi sembra un peccato mortale! Ma poi mi ritrovo come oggi, dopo aver parlato agli studenti dell'Università di Verona e ai volontari del progetto, quando una signora mi è venuta accanto chiedendomi consigli su dei racconti brevi, genere che lei ama molto. "Lei che legge così tanto saprà senz'altro consigliarmi". Mi ha punto sull'orgoglio e la stanchezza si è lasciata annientare dallo sforzo di richiamare alla mente titoli e autori. Ho quasi esultato ricordando tutti i racconti di Eric (nella foga ricordo ora di aver scritto sul suo blocco "Enric": è per questo che non mi suonava bene...) Emmanuel Schmitt da indicarle. Ecco, questo è il  momento più esaltante della giornata. Non l'aver parlato in un'aula universitaria, non l'attenzione che ho sentito da parte degli uditori e che ho molto apprezzato, non la bellissima collaborazione con Linda, che sa sempre sostenermi con le parole giuste. Me lo ripeto continuamente: se credi veramente nel tesoro che sono i libri, è solo da loro che troverò la ricchezza che cerco. Se vi rinunciassi, niente e nessuno potrebbe trattenermi da abbandonare ogni cosa. Per fortuna che stanno sempre lì e giovedì potrò fare una delle cose che preferisco: condividerli con quanti li sanno apprezzare. E se qualcuno di voi parteciperà, sarà un piacere avervi con noi per uno scambio di auguri all'insegna dei libri.

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