martedì 22 dicembre 2015

Hermione nera: quando la pubblicità vale più della sostanza

L'annuncio di oggi è stato di quelli che non potevano che mettere in fermento gli amanti di Harry Potter: nella piece teatrale che verrà rappresentata a partire da giugno come sequel del celebre film (saranno due parti dal titolo Harry Potter e il bambino maledetto) l'attrice sarà di colore. La sorpresa è stata notevole, inutile negarlo, tanto che la Rowling è intervenuta con un tweet affermando di non aver mai specificato il colore della pelle di Hermione e che per questo la scelta non è da considerarsi irragionevole. Non discuto la scarsa somiglianza di Harry e Ron poiché si tratta di immaginare i nostri eroi da adulti e per questo cambiati, invecchiati. Ma considerare verosimile una modifica del colore della pelle..
In questo mio blog non posso che dichiarare la mia delusione. Delusione accentuata dal fatto che lo sgomento di noi lettori non è stata minimamente compresa. Ci sono alcuni che parlano di razzismo. Certamente coloro che fanno questo genere di dichiarazioni non possono essere dei lettori, altrimenti comprenderebbero che l'affetto che nasce per i personaggi dei libri si nutre di immagini mentali che non possono essere così facilmente modificate. 
Quando la Salani, casa editrice che pubblica in Italia tutti i libri di Harry Potter, ha deciso di fare delle nuove traduzioni e riportare il cognome di Neville Paciock all'originale Longbottom, anche allora io non sono stato d'accordo. Le letture sulla prima traduzione avevano fatto risuonare nella mia testa quel cognome e modificarlo
avrebbe significato riplasmare una parte di ciò che già avevo vissuto nel libro: impossibile! Ci sono cose che possono essere cambiate e altre no. Nessun problema nell'apprendere dalla Rowling che Albus Silente era gay perché questo non portava alcun scombussolamento nella trama e nel mio immaginario. Ben altra cosa è questo cambiamento del colore della pelle. Tra l'altro i film sono stati sempre avvallati dall'autrice dei libri e anche per questo l'immagine di Emma Watson è stata identificata definitivamente con Hermione. 
Se questa voleva essere una trovata pubblicitaria, non c'è dubbio che abbia avuto successo. Ma non credo avverrà la stessa cosa per lo spettacolo. Certamente non per noi lettori.

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