martedì 3 novembre 2015

Il trono di spade (9)

Ho completato la lettura de Il trono di spade, primo libro della saga di George R.R.Martin, Le cronache del ghiaccio e del fuoco. L'approccio a questa saga è iniziato per capire se contenesse elementi da utilizzare in biblioterapia. La risposta è, decisamente, sì! Confesso la mia diffidenza iniziale. Temevo si trattasse di un pacco infinito che avrei trascinato, estenuato, al termine. E, invece, mi sono sentito coinvolto e interessato. Sarà l'ambientazione medioevaleggiante, con le sue strutture sociali rigide, con un senso dell'onore oltremodo spiccato, con le contraddizioni e le ambivalenza che lo caratterizzano. O forse lo stile narrativo basato sul punto di vista dei diversi personaggi, che permette un'analisi particolarmente sfaccettata degli eventi raccontati. O, ancora, il ritmo incalzante che la lettura prende fin dall'inizio. Martin ha dichiarato dichiarato di essere stato influenzato da Tolkien. Certamente Le cronache del ghiaccio e del fuoco sono altro rispetto a Il Signore degli Anelli. Ma per chi ama i racconti di battaglia, di onore, di conquista e potere, conditi con una quantità modestissima di magia e soprannaturale, questa saga non potrà deludere. E per la mia biblioterapia, c'è una fucina di spunti che sto pazientemente raccogliendo
La trama è basata sulle lotte di potere per la conquista della corona, dove il cinismo si scontra con il senso di giustizia, l'amore sincero con il sesso violento, la rassegnazione con la speranza. E un personaggio, il  mio preferito, Tyrion, ironico e spietatamente sincero, che sa far sorridere il lettore.
Consigliato agli amanti del Fantasy e agli estimatori del romanzo storico disposti  a rischiare una lettura che l'ambientazione storica riesce solo a riprodurla, ma in modo efficace.

2 commenti:

  1. io sto finendo il quarto volume. Sai la cosa che mi piace di più? Che nessun personaggio è solo positivo o solo negativo, solo buono o solo cattivo. In ognuno c'è una parte di bene e di male, di coraggio e di codardia, di lealtà e di tradimento, per questo, credo, la saga ha avuto successo. Certo, la versione televisiva ci ha aggiunto ben di che, però devo dire che è scritto bene e non me l'aspettavo. Il mio personaggio preferito? Non te l'immagineresti mai... è Jaqen H'ghar, quello che uccide tutti su comando di Arya e cambia volto. L'avresti mai detto? Eppure. E anche il Mastino mi piace molto. Sì insomma, mi piaceva :) A chi ha guardato le puntate televisive e non si sogna neanche di leggerlo perchè grosso, vorrei dire che i libri non sono solo migliori ma... la storia non va mica proprio così eh? Colpo di scena! Leggeteli, ne vale la pena. E speriamo che Martin riesca a finire di scriverli, ti immagini se morisse prima e ci lasciasse tutti così?

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    1. Martin ha lasciato l'idea che ha della conclusione agli autori della serie televisiva già oggi, proprio in previsione di una sua possibile dipartita. Ha ragione: altri possono proseguire la serie televisiva, ma senza di lui i libri dovrebbero arrestare il proprio corso e a nessuno si può affidare una narrazione come la sua. Sono ansioso di proseguire, il primo libro in effetti ti dà solo un assaggio. La lunghezza dei libri poi, è ridicola per chi legge con passione. Dopo le ottocentocinquanta pagine del primo libro ho dolorosamente smesso per impegni e letture improrogabili, ma il desiderio di entrare nelle splendide migliaia di pagine che mi rimangono è grande...

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