sabato 14 novembre 2015

La difficile strada per la comprensione dell'attentato a Parigi

E' ancora l'incredulità il sentimento principale che la maggior parte di noi sente per ciò che stanotte è accaduto a Parigi. Incredulità, e poi dolore. E paura, forse, ma soprattutto incredulità e dolore. Istintivamente penso agli sfollati di Parigi in Suite francese di Irene Nemirovsky. Questa mattina non ho potuto fare a meno di cercare notizie, di ascoltare opinioni, di capire. Accanto ai particolari della tragedia, sento opinioni di tutti i generi e leggo di come La rabbia e l'orgoglio di Oriana Fallaci dia innalzato verso l'opinione pubblica come Mosè fece con le Tavole della Legge. Nella mia mente dico: giù le mani da Oriana Fallaci e da tutti  i pretesti per semplificare la realtà e le responsabilità attraverso i libri. Sì, alziamo pure La rabbia e l'orgoglio come fece Mosè, ma alziamo anche tutti gli altri libri che ci possono far riflettere. Alziamo Lettere contro la guerra di Tiziano Terzani, Il razzismo spiegato a mia figlia di Tahar Ben Jelloun, Sottomissione di Michel Houellebecq e il discorso di Martin Luter King I have a dream. Leggiamo e pensiamo. Leggiamo anche il volto delle persone, perché noi lettori sappiamo fare anche questo. In questo modo possiamo leggere l'istinto di protezione dei giovani che abbracciano le loro ragazze in mezzo allo stadio assediato, lo struggimento dei feriti che si raccolgono dentro la difesa inutile, ma rassicurante, di un brillante telo termico, la tensione controllata sul viso delle forze dell'ordine, il lutto sentito da quanti, questa mattina, hanno portato fiori sui luoghi della tragedia, sfidando la raccomandazione di restare chiusi in casa, mettendo a repentaglio la propria incolumità.
Ognuno di noi legga tutto ciò che lo può far emozionare e riflettere. Allora i pensieri si metteranno in fila, pronti per essere analizzati. E se i nostri libri non sapranno giustificare ciò che è accaduto, saranno in grado di farcelo comprendere. E ci difenderanno dai facili populismi a cui ognuno di noi vorrebbe aggrapparsi. Ci difenderanno. Almeno un po'.

2 commenti:

  1. Grazie per i tuoi modi pacati, attenzione alla nostra eccessiva, se non sana, rabbia ed altrettanto orgoglio.
    Rita

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  2. Sono d'accordo: anche i sentimenti forti hanno il loro senso. L'importante è non isolarli e renderli i soli a parlarci. L'uomo è troppo ricco dentro per accontentarsi di questo.

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