sabato 17 ottobre 2015

Risorse biblioterapeutiche del Trono di Spade: ci sono e in abbondanza

Chi l'ha detto che Il trono di spade non contiene spunti per la biblioterapia? La mia lettura del primo libro delle Cronache del ghiaccio e del fuoco ha raggiunto pagina seicento e sono preso più che mai: non lo avrei detto possibile. Le sottolineature fatte sono innumerevoli e mi preparo a studiare meglio il fenomeno letterario attraverso una raccolta di saggi intitolata La filosofia del Trono di Spade che già di per sé indica che qualcun altro ha saputo, prima di me, decodificare le risorse che i libri di Martin contengono. E poi ci si mette il caso, la serendipità. Insomma: i libri che ci chiamano. E mercoledì sera, leggendo dei brani de La follia di Patrick Mcgrath mi accorgo che il protagonista si chiama Edgar Stark. E penso, incredulo, quello del Trono di Spade porta il nome di Eddard Stark. Una casualità questa somiglianza, che io leggo come un messaggio: leggi ancora, non te ne pentirai!

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