mercoledì 6 maggio 2015

Storia della biblioterapia - 4: chi ha coniato il termine?

Il termina biblioterapia il prossimo anno compirà il centesimo compleanno. Era infatti il 1916 quando Samuel McChord Crothers (1857-1927), ministro della Chiesa Unitaria Universale alla First Parish in Cambridge (Massachutes, USA), scrisse un saggio dal titolo A literary clinic, pubblicato su The Atlantic Monthly, prestigiosa rivista cultura e politica statunitense. Non fraintendete: il fatto che uno articolo, che parla del potere curativo della letteratura, sia stato redatto da un ministro di culto non inficia affatto la sua validità. Le diverse chiese cristiane, ma non cattoliche, vedono il proprio pastore in maniera molto diversa dal nostro. Infatti, ancora oggi, la biblioterapia è utilizzata anche nelle attività delle diverse chiese, cosa impensabile per le religioni in cui l'interpretazione delle Scritture non è lasciata al singolo credente, ma gestita dal sacerdote perché questo vale anche per le condotte di vita e il pensiero. Consideriamo che il protestantesimo ha fatto in modo che il legame tra Sacre Scritture e alfabetizzazione fosse indissolubile. Dai tempi di Lutero in poi, in ogni casa di protestanti, era presente la Bibbia, e spesso era l'unico libro presente su cui si imparava anche a leggere. Diventa consequenziale che in tali ambienti, nel tempo e nell'evoluzione dei diversi culti, il libro, anche quello laico, assuma una grande importanza.  Ma per chiarire, basta leggere il testo di Crothers e ci si rende conto che siamo di fronte a un fine intellettuale con ampie conoscenze anche nell'ambito della psicologia. Seppure alcune parti appaiano discutibili, la forza e l'attualità di ciò che affermava sono incredibili. Utilizzava il linguaggio della medicina e della farmacopea mescolandoli abilmente con concetti letterari, nomi di autori e opere. Così giunse a un concetto già nel secolo precedente sviluppato, e ancor oggi in evoluzione. Lo scrisse, per la prima volta, in modo chiaro e inequivocabile: dopo aver letto un libro, il nostro modo di essere cambia. Ma serve il testo giusto. E' necessario capire quale utilizzare, come formare un insieme di più testi che diventino come una pozione medicamentosa attraverso la conoscenza della letteratura e della persona che vogliamo aiutare. E, finalmente, tutto questo assunse quel nome che tutt'oggi ci indica un metodo e una filosofia: biblioterapia.

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