giovedì 5 marzo 2015

Quel vecchietto di Pier Paolo Pasolini




Se Pier Paolo Pasolini non fosse morto, oggi sarebbe un vecchietto che compie novantaquattro anni. Ma chi riesce a concepire Pasolini come un anziano canuto, magro e ricurvo? Se fosse sopravvissuto, me lo immagino incazzoso e ribelle, di quei vecchi con l'animo battagliero che sbraita contro i conformisti e gli ipocriti. Rilascerebbe poche interviste, ma quelle concesse sarebbero al vetriolo, di quelle che rivelano verità nascoste e lasciano una riflessione amara, ma autentica. Quelli di destra, come quelli di sinistra, lo odierebbero. Nelle librerie i suoi libri sarebbero sempre esauriti, barlume di luce nel buio di una società alla deriva. Le associazioni contro gli omosessuali lo accuserebbero di essere un sovvertitore della società, mentre le comunità gay lo taccerebbero di essere di idee vetuste. Dall'alto delle sue idee riderebbe della propria vita arrivata alla fine. E, invece, le cose sono andate diversamente. Oggi ricordiamo la sua nascita, ma il due novembre celebreremo i quarant'anni dalla sua morte. Possiamo solo immaginare cosa abbiamo perso. Certamente molte possibilità di pensare in modo nuovo.

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