venerdì 6 marzo 2015

Il gioco delle tre carte (8)




Come si fa a trovare bei libri tra quelli che non leggeresti mai? Dovendo trovare testi specifici per gli obiettivi che mi prefiggo nei laboratori di Biblioterapia, mi ritrovo a leggere libri che, in altre occasioni, non sceglierei. Costa fatica uscire dal sentiero tracciato dal personale piacere della lettura, ma spesso ne vale la pena. Cercando dei libri che facessero sorridere, ma che fossero scritti bene, sono approdato a "Il gioco delle tre carte" di Marco Malvaldi, chimico che si dedica alla scrittura di gialli. Io un giallo non lo avrei mai neanche degnato di uno sguardo. Ma alle mie richieste la libraia mi ha risposto con questo volume della Sellerio, dicendomi che non era proprio un giallo, ma neppure un libro ironico... Le libraie capaci, quelle che leggono i libri e non i riassunti, le vedi subito. Mi sono fidato e ho fatto bene. Questo di Malvaldi è un giallo per nulla sadico e sanguinario. È pieno di ironia, con inserti dialettali toscani fantastici (l'Umbria e la Toscana sono le mie terre d'adozione) e una dialettica piana, ma brillante, degna di Arthur Conan Doyle. Fantastico il "barrista" Massimo con il gruppo di vecchietti che popolano fin troppo le sue giornate. Un panorama umano che ricalca, con arguzia, la società contemporanea nostrana, con tutte le sue tristi contraddizioni. Ma Malvaldi ce le sa raccontare lasciandoci sempre con il sorriso sulle labbra.

Nessun commento:

Posta un commento