lunedì 2 febbraio 2015

Perché alcuni lettori non riescono a volare




Quali sono le persone che andrebbero aiutate ad avvicinarsi alla cultura? Sono i lettori che potremmo definire "ingenui", ovvero coloro che, senza saperlo, sono potenzialmente dei buoni lettori, ma non hanno gli strumenti per diventarlo. Queste persone sentono delle affinità con alcuni libri letti, ma non sono in grado di trovarne, in autonomia, altri altrettanto soddisfacenti e neppure di aumentare le proprie competenze di lettori. Per questo sono maggiormente influenzabili dalle mode che l'editoria crea, riuscendo ad accedere a una ridotta quantità di libri perché la pubblicità e i testi esposti in libreria sono i loro unici strumenti di scelta. Mi chiedo: è giusto lasciare che il mercato sia l'unica "agenzia culturale" ha occuparsi di loro? Il problema vero è che i lettori "ingenui" non sanno come riconoscere degli interlocutori alternativi e quindi rimangono in balia di ciò che più facilmente accessibile:le diverse forme di pubblicità del libro. Hanno difficoltà a frequentare gli incontri con l'autore o gli eventi culturali specificatamente letterari. Non si sentono adeguati agli ambienti culturali e sono impauriti dai classici che, nel loro immaginario, sono sinonimo di noia e non riescono a distinguere uno dall'altro. Invece andrebbero corteggiati e incoraggiati da iniziative su misura. E allora apriamo le biblioteche, invitiamo le persone a incontri attraenti per riuscire a intercettare i lettori "ingenui" e a trasformarsi in lettori appassionati, capaci di volare con la fantasia, di raggiungere vette emozionali e razionali. E, di conseguenza, capaci di essere cittadini pensanti.

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