venerdì 19 luglio 2013

High and dry. Primo amore (5)


Banana Yoshimoto è tra le autrici giapponesi più popolari in Italia. Siamo abituati al suo stile che oserei definire fanciullesco eppure efficace nello stabilire concetti e idee anche complicati, generati dalla più disarmante semplicità. Non c'è una via di mezzo: piace o non piace. Sto terminando il suo High and dry. Primo amore e mi sento sconcertato. Non ritrovo l'energia che avevo scoperto nei libri che di lei avevo letto. Opera minore per mancanza di ispirazione? Io non sono ancora pronto per capirlo?
La velocità nel creare nuovi testi dopo il primo successo che le case editrici esigono dagli scrittori è spesso sconcertante. Sarà un caso, ma questo libro è uscito quasi contemporaneamente a Un viaggio chiamato vita. E pubblicare due libri nello stesso anno è quantomeno insolito.
Ci credo che un'opera letteraria possa scaturire da un impeto dell'animo che si realizza in pochissimo tempo, come accade a Carol Joyce Oetis, ma più spesso la scrittura ha bisogno di tempo. Il ritmo commerciale però non ha considerazione di questo e a farne le spese è la letteratura, che in questi casi rivela tutta la sua stanchezza.

Nessun commento:

Posta un commento