venerdì 23 agosto 2013

Ogni occasione è giusta per un buon libro




Morto l'anno scorso, ieri ricorreva l'anniversario della nascita di Ray Bradbury. Amarlo solo per il suo inarrivabile "Fahrenheit 451"? Lo confesso: è proprio così. Ne scrivo perché nel proporre questo suo libro mi sento come un sacerdote della letteratura che vuole diffonderne il libro sacro. Quando poi scoprirete che è stato pubblicato nei primi anni Cinquanta, non potrete che considerarmi il vostro Bibliomessia (concedetmi questa inopportuna licenza letteraria). Vedere trasfigurato il pensiero dei nostri giorni in un racconto fantascientifico ha dell'incredibile. E ancora più incredibile è l'amore che i pochi lettori clandestini del racconto provano, come noi oggi. Ogni occasione è adatta per consigliare un libro. Io lo faccio con questo compleanno in ritardo di un giorno. Per un buon libro questo e altro.

7 commenti:

  1. Un invito che giunge a proposito, sono stata spesso sul punto di farmi tentare da questo libro, anche in questi giorni. Quel che mi trattiene è che ne ho sempre sentito parlare come di un libro di fantascienza, un genere che proprio non incontra il mio gusto, così resto nella mia indecisione...

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  2. Anch'io non sono un appassionato di fantascienza, ma lo garantisco: questo e' un capolavoro!!

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  3. Mi fido della tua opinione. Approfitto per chiederti un'altra curiosità: non hai mai pensato di allestire una biblioteca in ospedale? Secondo me è uno dei luoghi dove una biblioteca potrebbe fare davvero bene, non dico un semplice scaffale con libri a disposizione, ma proprio un angolo dove puoi prendere libri in prestito e c'è qualcuno che ti dà consigli di lettura o semplicemente qualcuno con cui parlare di libri.

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  4. Ci ho provato e ci proverò ancora. Realizzare un simile progetto è davvero dura. Le pubbliche amministrazioni non amano idee di questo tipo, investire in cultura per loro è investire in perdita, in sanità ancora di più. La Biblioterapia è un aspetto poco considerato ed è per questo che cerco di diffonderne le potenzialità, sperando di riuscire, prima o poi, nel mio intento. Ma ti posso dire che realizzarla si potrebbe. In Toscana ci sono già vere e proprie biblioteche, anche con un bibliotecario presente, seppure si limiti a distribuire e ritirare i libri. Ma direi che il loro inizio e' davvero buono.

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  5. Già, qui siamo proprio alla preistoria riguardo la lettura e i suoi benefici...
    Quella della Toscana è una bella notizia! Forse anche nelle scuole servirebbe un servizio del genere.
    In ogni caso, io sostengo l'iniziativa e sarei pronta ad apprendere le arti della biblioterapia per estenderla il più possibile!

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  6. sai che per l'H puoi sempre contare su di me...

    Rita

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  7. Grazie, ne approfitterò senz'altro!!

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