lunedì 13 maggio 2013

Ritorno alla scrittura




Questo periodo è particolare. Ho rallentato i ritmi letterari consueti per dare le giuste priorità alle mie idee. Quella più importante è di studiare quanto basta per terminare questo ciclo di studi. Ma rallentare significa anche scoprire nuove cose, nelle attività letterarie soprattutto. E dopo un periodo di lettura compulsiva, è affiorato qualcosa che mi mancava da anni: la scrittura. Nulla di straordinario, ma semplice piacere di lasciare alla penna il compito di liquefare i miei pensieri e di trasferirli sulla carta, ottenendo una piacevole sensazione di calore e conforto. Un tempo scrivevo molto. Avevo quel giovanile furore per cui ciò che scrivi è ciò che di meglio possa esistere. Ovviamente questa stupida idea è passata presto, lasciando però il bisogno di scrittura come mezzo per ottenere idee e benessere mentale. Poi lo studio e le altre attività con i libri mi hanno imposto di smettere. E sono passati almeno otto anni, forse più, non ricordo bene. Non sono ancora tornato alla piacevolezza di allora, quando mi alzavo di notte in preda a impellenti necessità di scrittura. Anzi: credo che come allora non sarà più. Questo nuovo periodo di penna è importante, una specie di "ritorno a casa", di "ricominciamo da dove siamo partiti". Ma se dovrò ripercorrere una stessa strada, questa volta sarò attrezzato da tutte le letture e gli studi fatti. Quindi niente nostalgia, ma un nuovo inizio sapendo chi sono stato.

1 commento:

  1. Scrivi. Corri dei rischi. Potrebbe anche essere doloroso, ma questo e' l'unico modo per scrivere qualcosa di veramente valido.(W.Faulkner)
    La gran cosa e' resistere e fare il nostro lavoro e vedere e udire e imparare e capire, e scrivere quando si sa qualcosa; e non prima; e, porco cane, non troppo dopo(E.Hemingway)
    M.

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