lunedì 18 febbraio 2013

Scrivere d'amore: appunti sparsi




Ciò che differisce tra una lezione frontale e un laboratorio è che nel primo caso il flusso di nozioni è monodirezionale con scarsa elaborazione, mentre nel secondo il flusso è bidirezionale e, spesso, circolare e l'elaborazione delle nozioni è talmente alto che spesso nascono nuove idee e concetti originali. Ho da pochi minuti terminato il laboratorio di "Scrittura Condivisa" che aveva per argomento "la Scrittura d'Amore". Non è la prima volta che dico quanto io mi prepari per tenere i miei incontri e quanto tanto altro ottenga dagli incontri stessi. In questo caso voglio annotarli qui. La nota principale riguarda quando l'amore genera ispirazione nello scrivere. Ho imparato che avviene nell'amore agognato, inseguito. Oppure quando l'amore è agli albori, o al tramonto. Il periodo d'amore pieno non ispira scrittura: perché? L'amore appaga così tanto? Oppure inaridisce a tal punto che non è in grado di dare più nulla? Altra nozione acquisita è che l'amore si può comunicare più spesso con le parole pronunciate che con quelle scritte. La scrittura è così densa e sincera che ci denuda davanti agli altri. Parlando d'amore si può retrocedere, mascherare. Ma scrivere significa riversare l'anima in una foto in cui i sentimenti sono ingranditi a dismisura senza poter essere né variati né cancellati.
Questi sono i miei appunti sparsi. Sono appunti sulla scrittura d'amore. E quando si parla d'amore, nessuno ne sa mai abbastanza. Anche per questo condivido volentieri con voi.

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