sabato 19 gennaio 2013

Chiudono le librerie e aprono i centri per le scommesse: perché?




Ho letto su un blog: "Chiudono sempre più librerie e aprono invece i centri per le scommesse". Avevo notato anch'io questi due dati, ma sempre separatamente. E mi chiedo: perché accade questo? Perché viene meno l'amore per la lettura e aumenta il diletto per la scommessa? Perché non siamo disposti a comprare un libro (o prenderlo in prestito in biblioteca), ma spendiamo soldi per una speranza illusoria? E' una considerazione fatta da molti anni quella per cui in tempi di crisi aumentano i soldi investiti nelle scommesse, nel lotto e nel desiderio di vedere moltiplicate miracolosamente le proprie risorse economiche. Ciò che è più difficile capire è come mai il libro non è considerato una risorsa. Non escono soldi dai libri, ma sogni, speranze, e anche idee, strategie, inventiva...Perché allora? Credo che la risposta sia semplice: crediamo di più nel destino che in noi stessi. Leggere significa coltivare le risorse che sono in noi. Ma per farlo bisogna crederci. Studio i diversi aspetti della Biblioterapia, e in definitiva non fa altro che questo: liberare le tante possibilità che teniamo incatenate dentro. Io in questo ci credo.

1 commento:

  1. Ne hanno giusto appena aperta una vicino a casa mia e l'ho registrato come una sconfitta. Volendo offrire una risposta alle tue domande mi viene da pensare che ci si rivolge al gioco per il senso di immediatezza, per avere una soluzione già confezionata bella pronta e non ci si accorge che è un'illusione. E' triste, ma la realtà è questa: immediatezza e procedere per tentativi. La lettura, come dici tu, è volontà, è credere in noi stessi, è fare un percorso.

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