domenica 4 novembre 2012

La mia libreria con voi






Tra poco tutti i miei libri cambieranno locazione, e dovendoli spostare voglio catalogarli per bene. E' già tempo che ho aperto un profilo su Anobii.it, ma sarà solo nelle prossime settimane che inserirò tutti i libri che possiedo. Quindi perché non condividere questa lista con voi? Non è una scelta di semplice estetica per il mio blog. Nella Biblioterapia praticata all'estero esistono elenchi di libri che sono suddivisi secondo il loro uso: per l'amore, per la depressione, per il dolore, per i problemi di coppia e così via. La mia libreria non sarà così, ma io potrò capire meglio come posso classificare i libri e individuare un modo efficace e veloce per sceglierli quando preparerò i miei laboratori. Non so se riuscirò nel mio intento, certamente potrò condividere con voi i miei gusti letterari.

6 commenti:

  1. E' una bella idea! Anche io mi ripropongo spesso di catalogare i miei libri, ma fatico a trovare un criterio, forse perchè l'ordine in cui li ho avuti tra le mani era in risposta ad una precisa esigenza del momento e mi sembra bello così.
    Interessante anche la classificazione della biblioterapia all'estero.

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  2. Se vedi nella mia libreria qualche libro che conosci e vuoi suggerirmi qual è stato l'aiuto che ti ha dato o ritieni possa dare, mi farebbe piacere, sarebbe un modo per capire un punto di vista diverso su uno stesso libro e sul modo "altro" in cui si può classificare.

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  3. "IL FANTASMA DI CANTERVILLE E ALTRI RACCONTI": ho letto questo libro da piccola, quindi potrei non aver colto tutti i messaggi che l'autore voleva far permeare, ma lo ricordo bene perchè mi aveva molto affascinato. Potrei dire che ha acuito il senso dell'umorismo, ma anche quello dell'immaginazione, necessario per entrare in contatto con la fantasia ed anche il senso della curiosità nei confronti di quel che non si conosce (mi affascinava il legame tra la ragazza e il fantasma).
    "IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON" è un libro che mi invitava a guardare oltre, levare lo sguardo più in alto, avere un obiettivo di vita "alto". Insomma, sostiene le aspirazioni e insegna la perseveranza.
    "CANDIDO" Questo libro mi ha fatto sorridere, ma anche pensare: l'ottimismo senza realismo è fragile e a volte stucchevole, ma poichè questo è il mondo in cui dobbiamo vivere vale la pena guardarlo in positivo, questo non cancella il brutto e forse non cambia la natura del mondo, ma potrebbe modificare la propria realtà.
    "LE CITTA' INVISIBILI" L'approccio non è stato facile e forse solo alla fine sono riuscita ad "entrare" nel libro, ma a distanza alcune cose mi risuonavano dentro. Ne ho tratto l'idea della complessità presente in ognuno, in cui si muovono livelli diversi, percezioni spazio-temporali che si fondono tra loro, scompaiono e riemergono e tutto continuamente torna, si svela in parte e qualcosa di inafferrabile rimane sempre.
    "LA LUNGA NOTTE DEL DOTTOR GALVAN" Pennac mi piace molto, mi piace il suo modo di suscitare ironia facendo leva sul surreale. Diciamo che mi sembra un modo gentile per denunciare quanto possa essere assurda la realtà e quanto sappia essere, a volte, al di fuori di ogni logica, lasciando esterrefatti e inermi.
    "LE AFFINITA' ELETTIVE" Mi ha lasciato il senso della fatalità del destino, un destino che chiede la nostra partecipazione attiva, che forse può essere direzionato in un modo o nell'altro, ma di cui non si può impedire che si manifesti.
    "SIDDHARTA" è un libro che non sono mai riuscita a portare a termine, nonostante me lo sia riproposta più volte...l'impressione è stata una noia atroce, per cui trovavo ostica anche la scrittura!
    "LA DIVINA COMMEDIA" A questa dedicherei uno scaffale a parte, per i pensieri, le emozioni, il senso di enigma che sempre mi suscita.

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  4. Bellissime le tue osservazioni, grazie mille!! Ma toglimi una curiosità': Siddharta non ti è' piaciuto, hai per caso letto Narciso o Boccadoro? E se lo hai letto, che te ne pare?

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  5. Grazie!
    Ho letto Narciso e Boccadoro, anche questo in età molto giovane: mi è piaciuto, mi ha fatto provare la tensione della ricerca e il pensiero che la ricerca interiore non può dirsi mai compiuta, ma va affrontata conlibertà, disponibili ad affrontare qualunque interrogativo ci si pone davanti e disposti a cambiare direzione. Riguardo Siddharta un fattore che penso abbia influito è che non sono attratta dall'orientalità e questo faceva forse da barriera.
    PS. Un libro di Hesse che mi è piaciuto è "Francesco d'Assisi"

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  6. claudia ponziano11 novembre 2012 18:15

    Elvira, la modella di Mlodigliani
    di Carlo Valentini

    Sì, mi è piaciuto perché ho rivissuto la Parigi degli artisti, da Picasso a Renoir, da Cézanne a Matisse, la città della Belle Epoque, della mondanità e delle corse dei cavalli, dell’invasione tedesca nella prima guerra mondiale e ovviamente la Parigi di Modigliani coi suoi eccessi, la sua creatività, i suoi patimenti e la sua umanità. Quell’atmosfera è narrata attraverso la vita rocambolesca di una delle protagoniste di quel periodo, Elvira la Quique, che di Modigliani fu modella e amante. Una biografia-romanzo, intitolata “Elvira la modella di Modigliani”, in cui Carlo Valentini, ripercorre tutta l’avventura artistica e personale di Amedeo Modigliani, ricostruendo in forma di romanzo il legame che unì il pittore alla modella di alcuni dei suoi celebri nudi, allo stesso tempo casti e ammiccanti, che alla fine svelano anche l’interiorità di questa ragazza scappata dalla vita di miseria e prostituzione di Marsiglia e approdata alla vivacità anarchica di Montmartre e Montparnasse. Elvira è quindi l’ eroina quasi inconsapevole di una delle stagioni più esaltanti della recente storia europea e ci accompagna nel cuore artistico di Parigi, ci fa conoscere i suoi abitanti poi divenuti famosi e ci guida in quelle irripetibili atmosfere in cui si intrecciavano libertà e gioia, frustrazioni e amarezze, droga e sesso, illusioni e disillusioni, amori e tradimenti. Non male da leggere nelle cupa atmosfera di questi tempi di crisi.


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