martedì 9 ottobre 2012

Leggere è cambiare




Rifletto sui dati Istat riguardo la lettura:
aumenta la produzione di libri e diminuiscono i lettori. Che senso ha? Il mercato non sempre coincide con la richiesta. Dobbiamo ammetterlo: ci sono più scrittori che lettori. E' un problema? Forse. Quando chi scrive lo fa per condividere con un ipotetico lettore la propria espressione narrativa, questo ha un senso. Meno senso ha questa "fuga dalla lettura". E non è certo colpa dei media. Un dato che esprime ciò è il fatto che i giovani usano internet per comprare libri o scaricare ebook. Non possiamo dare la colpa ai mezzi esistenti se si legge poco. Pigrizia? Forse semplicemente fatichiamo a entrare nel mondo della lettura perché ci sembra difficile, o magari la lettura evoca in noi il ricordo di una scuola che ci affaticava. La povertà culturale che imperversa è tale che non si riesce a comprendere come la lettura sia una risorsa. E' provato che leggere ti cambia. Ma la gente, soprattutto gli adulti, vogliono mettersi in gioco e cambiare?

1 commento:

  1. Forse anche tra gli scrittori, o presunti tali, bisognerebbe fare una sfoltita...
    Sul fatto che leggere cambi me ne accorgo guardando chi non legge, effettivamente varrebbe la pena mettersi in gioco.

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