lunedì 10 settembre 2018

Addio biblioterapiaitaliana.blogspot.com


E' strano sapere che le parole che sto scrivendo in questo blog saranno le ultime. Ho iniziato a tenerlo nel dicembre del 2010, tra poco compirà otto anni. Otto anni di lavoro incessante che mi ha fatto crescere. Ora è arrivato il momento di crescere di più. Il blog non verrà più aggiornato qui, bensì su www.biblioterapiaitaliana.com. Spero riuscirò ancora a destare il vostro interesse sulla Biblioterapia e sul vasto mondo dei libri. Il trasferimento è stato necessario per migliorare ciò che riesco a offrirvi attraverso la rete senza rinunciare al messaggio originale: leggere è meraviglioso!!

Il blog non si trova più qui, ma su www.biblioterapiaitaliana.com

sabato 8 settembre 2018

2) Lettori Volontari per gli anziani


La scelta che un Lettore Volontario deve fare con gli anziani è particolare. Esattamente come accade in pediatria, il primo dato che deve considerare è l'eta. In questo caso, in modo generale e tenendo conto che esistono numerose eccezioni, i parametri per la scelta dei libri da leggere sono estremamente selettivi. Partiamo dal definire l'anziano come la persona che ha un'età solitamente superiore agli ottant'anni. In geriatria l'età di ammissione parte dai settanta, ma va da se che seppure l'età anagrafica dimostri la vicinanza a un periodo della vita contraddistinto da una diminuita prestanza fisica e, a tratti, intellettuale, sappiamo bene che in generale i settantenni hanno ancora un'esistenza attiva e solo parzialmente limitata dagli acciacchi dell'età. Sopra gli ottanta è però inevitabile notare una diminuita capacità di attenzione e una certa facilità alla stanchezza, anche solo nel parlare, in particolar modo in una condizione di salute in equilibrio precario. Inoltre, le persone ultraottantenni hanno vissuto, o da bambini, ma spesso anche da giovani adulti, il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Ciò comporta un certo tipo di pensiero, anche politico, e spesso una ridotta scolarizzazione. Il primo dato ci dice che l'argomento riguardante la politica va evitato, così da non trovarsi in una situazione difficoltosa. La letteratura della resistenza, contraddistinta da autori come Pavese, Fenoglio, Meneghello, Bassani, Cassola, è un genere letterario che può essere estremamente utile, ma solo dopo aver verificato che il paziente ha una sua sensibilità riguardo questo argomento. Non è raro trovarsi di fronte a un anziano che ancora inneggia al fascismo e noi lettori abbiamo il dovere di leggere alle persone senza giudizi, ma anche senza imbarazzi. Tra gli autori della letteratura della resistenza sono particolarmente utilizzabili Beppe Fenoglio, che ha scritto la maggior parte della sua produzione letteraria sotto forma di racconti agevoli e snelli, così come Luigi Meneghello, che nel suo Libera nos a Malo scrive per blocchi narrativi e quindi risulta particolarmente facile estrapolare porzioni di testo. Il secondo dato, ovvero la bassa scolarizzazione (considerate che l'obbligo a frequentare la scuola media risale solo al 1962) ci deve indurre alla semplicità nella scelta dei testi. Può essere fruttuoso ripensare alle poesie classiche, che i bambini delle elementari di quel tempo imparavano a memoria e che possono riportare a una nostalgia positiva per l'anziano, che spesso prende spunto per avviare un dialogo sui suoi tempi. Anche per quanto riguarda la prosa si può seguire lo stesso filone: scritti classici come, ad esempio, I promessi sposi o più semplicemente Le tigri di Monpracen di Salgari. Segnalo Leggende e Fiabe di Hermann Hesse, il testo è breve e il significato di ogni brano è sempre molto intenso.
Della letteratura contemporanea, scegliete rimanendo su significati ben chiari. Le trame complicate potrebbero compromettere la capacità di attenzione, oltre al fatto che non vi sarà sempre possibile capire il grado di comprensione del vostro interlocutore. Non vanno disdegnati i gialli, ma semplici e  non troppo noir. Un giallo di Aghata Christie può andar bene, ma anche uno di Marco Malvaldi, con la sua ironia e la presenza di questi anziani del Bar Lume dalla battuta pungente. Può capitare che vi troviate di fronte un ex-insegnante o una persona che ha potuto fare studi superiori o universitari. In questo caso va da sé che potete tranquillamente pensare di proporre letture più elaborate: Calvino, Dickens, Capuana, Tolstoj solo per fare qualche esempio. Ma questi sono casi fortunati perché la popolazione generale italiana non ha potuto godere di quel genere di istruzione. Per questo motivo non va sottovalutato il valore della lettura di un quotidiano, a Verona L'Arena è sicuramente quello più letto e che spesso gli anziani utilizzano come finestra sul mondo. Non si tratta di una lettura colta, ma negli obiettivi dei Lettori Volontari c'è sicuramente anche quello di creare un momento di piacevole compagnia attraverso un testo letto. Anche quello semplice di un giornale può dare valore al servizio di lettura. Un ultimo appunto: la generazione nata prima della Seconda Guerra Mondiale ha vissuto un'epoca in cui la religione cattolica era l'unica attestata e spesso era accolta come un fatto assodato della vita. Sconsiglio quindi di entrare in questioni riguardanti l'ecumenismo o il diritto a professare altre religioni. Il tema potrebbe interessare alcuni, ma il tempo a disposizione del Lettore Volontario è troppo ridotto e sarebbe necessaria una lettura e una discussione prolungata per ragionare su tali argomenti. Lo stesso vale per l'intercultura, che non di rado anche i giovani non riescono a comprendere.
Ritorno a sottolineare come sia importante che i Lettori Volontari utilizzino la propria sensibilità di lettori come metro per la scelta dei libri. Consiglio di osservare con attenzione i pazienti con cui si viene in contatto nei reparti perché questo permetterà di sviluppare una maggiore empatia, strumento che nella scelta futura dei libri potrà essere eccezionalmente efficace.


Storia della biblioterapia - 14

Tralascio il consueto ordine cronologico, seguito fin qui, per trattare una parte pressoché sconosciuta della biblioterapia: la sua applicazione in Italia nel Diciottesimo secolo. Ebbene sì, c'è stato chi, nella penisola non ancora unita, attento e lungimirante, capì che la lettura poteva essere benefica. Si trattava di un uso non codificato, un semplice utilizzo a scopo di svago e riflessione, ma in un ambito clinico con obiettivi curativi. Il medico cui attribuire tale merito è Vincenzo Chiarugi. Operò in Italia centrale, soprattutto nella zona di Firenze. Fu tra i primi al mondo a fondare una clinica psichiatrica, la "San Bonifazio" in cui fossero vietati i trattamenti disumani, al tempo diffusissimi, e abolì l'idea che le malattie mentali fossero legate a possessioni demoniache o ad altre menifestazioni esoteriche (Oriana Fallaci ne accenna in Un cappello pieno di ciliege). Il trattamento che prescriveva ai suoi pazienti era una dieta ricca e nutriente in un ambiente stimolante dove mai veniva usata la forza bruta, stando in un ospedale dove non vi erano inferriate alle finestre né alcun mezzo contenitivo. E' in tale condizione che anche i libri erano utilizzati come sostegno per i pazienti.
Lo sappiamo: nessuno è profeta in patria, e così è per Chiarugi che mai viene citato in Italia per il fatto di essere precursore della biblioterapia. Citare gli inglesi e gli americani è più facile (la loro documentazione e la loro esperienza sono infinitamente più ricche delle nostre) e più di tendenza. Al contrario, nei loro testi che parlano della storia della biblioterapia nel Diciottesimo secolo è costante la citazione di Vincenzo Chiarugi in Italia, di Philippe Pinel in Francia e di William Tuke in Inghilterra quali pionieri assoluti della biblioterapia moderna. E' un chiaro riconoscimento storico, un giusto ringraziamento per quanti hanno saputo rivoluzionare in diversi modi la cura della malattia psichiatrica, riuscendo anche a indicare la strada che noi biblioterapisti ancor oggi stiamo percorrendo.

martedì 28 agosto 2018

I miei libri stanno tornando


Ho quasi finito di mettere a punto il nuovo programma del corso di Biblioterapia all'Università Popolare di Sona. In vista di ciò, quest'estate ho letto tanti libri nuovi che mi hanno conquistato. Ho pensato a voi molto spesso, provando a immaginare quali vi sarebbero piaciuti di più. E scegliendo, ho cercato di variare. Alcuni sono folli, altri dei classici e altri ancora davvero ironici. Selezionare quali leggere e quali no è stato difficile, soprattutto perché mi sembrava di far torto a quelli considerati all'inizio e poi valutati non adatti. Ma mi preparo ad accogliere gli esclusi sul mio comodino questo autunno. Mentre in aula parlerò di Biblioterapia dell'imperfezione, a casa traccerò con i miei libri la mappa di percorsi inediti di Biblioterapia. Perché ci sono strade della vita sempre nuove che i libri ci possono rivelare.

Vi aspetto a settembre per il programma completo e i nuovi post di Biblioterapia Italiana.

venerdì 15 giugno 2018

Work in progress


PER I NUOVI VISITATORI:
il blog sarà nuovamente attivo da settembre. Intanto, potete leggerne i contenuti scritti dal 2010.
PER GLI AMICI DI SEMPRE: 
ci vediamo a settembre con recensioni di libri, studi scientifici e nuove idee sulla Biblioterapia.

Per informazioni, chiarimenti o consigli scrivetemi a marcodallavalle71@gmail.com