lunedì 21 maggio 2018

Biblioterapia per le coppie: "La versione di Barney"


Ogni settimana un post sarà dedicato a come, quando e perché utilizzare un libro in biblioterapia. Le domande suggerite sono per coloro che tengono laboratori di biblioterapia, ma anche per chi vuole utilizzarle da solo leggendo il libro. Attenzione: anche se in quantità moderata, contiene spoiler.


La difficoltà di parlare di dinamiche di coppia sta nella varietà di meccanismi che le sottintendono. La versione di Barney ci permette di osservarne più d'uno in quanto Barney ha avuto diverse mogli e si è ritrovato in situazioni differenti. 

Lo so che se fossi stato meno insensibile Miriam non se ne sarebbe andata. D'accordo, mea culpa. Ciò non toglie che continuare a difendermi dai suoi giudizi mi sembra sbagliato.

Barney nel libro parla in prima persona e pone un punto di vista maschile e maschilista. Non per questo è privo di sensibilità:

C'è stato un tempo in cui osavo sognare che Miriam e io, superati i novanta, saremmo spirati insieme, come Filemone e Bauci. E allora un munifico Zeus, con un lieve tocco del caduceo, ci avrebbe trasformato in due alberi vicini, coi rami che si sfiorano d'inverno, le foglie che si intrecciano a primavera.

Miriam è l'ultima moglie, la più amata, madre dei suoi figli e mai più dimenticata. Riesce sempre a far capitolare Barney e comprende i suoi bisogni. Ma non rinuncia a se stessa. Il punto di vista maschilista di Barney permette meglio di comprendere i limiti dei suoi atteggiamenti:

Il senso di colpa mi faceva oscillare tra aggressività e rimorso. Quando avevo bevuto abbastanza pensavo che in fondo non avevo fatto niente di male, e che l'errore semmai era stato di Miriam. Come aveva potuto pensare che fossi irreprensibile, estraneo alle tentazioni? Gli uomini non sono fatti così, ogni tanto sbandano, e io ero un uomo, no? Per averla tradita una volta sola in trentun anni mi sarei meritato una medaglia, non una predica.

L'umorismo di questo libro è semplicemente incredibile. Vengono prese in considerazione questioni non solo di coppia, ma anche riguardo l'amicizia, la paternità, la malattia e la morte. Sono questioni serie e non facili. Eppure Barney è irriverente e divertente al punto che leggendo ci si deve interrompere per terminare la risata che, di tanto in tanto, lascia senza fiato.
E' difficile non parteggiare per Barney, nonostante tutto.
Possiamo chiederci:

  • Poteva Barney essere diverso da com'era?
  • E' possibile aspettarsi un cambiamento nel partner quando si conoscono alcune peculiarità  caratteriali difficilmente modificabili? Ed è giusto pretendere tale cambiamento?
  • Fin dove ha senso trovare un compromesso?
  • Può l'amore non essere sufficiente per proseguire un rapporto di coppia? Oppure: può un rapporto dove c'è amore naufragare o neppure avere inizio?

L'argomento è vastissimo e servirebbero altri testi per toccare più punti. Ma questo splendido libro di Mordecai Richler se non farà ritrovare l'equilibrio di coppia, certamente regalerà splendide emozioni e tante risate.


venerdì 18 maggio 2018

La stanza di Giovanni (9+)



Ieri era la giornata contro l'omofobia. Credo che uno dei modi per sconfiggerla sia far provare empatia attraverso la lettura e poi parlarne. La biblioterapia è anche questo.

La stanza di Giovanni è un classico della letteratura americana e James Baldwin uno scrittore che ha saputo non solo affrontare la questione dell'omosessualità in un periodo in cui parlare di determinati argomenti era tutt'altro che facile, ovvero negli anni Cinquanta (la prima pubblicazione risale al 1956), ma anche proseguire la propria carriera di scrittore all'insegna della lotta per i diritti civili. Le due questioni per Baldwin non erano due problematiche divise, Parlare della libertà di scegliere e manifestare il proprio orientamento sessuale gli serviva a far comprendere la necessità di superare le leggi razziali e ad acquisire pienamente il titolo di cittadino. E viceversa.
Il libro parla di David, giovane americano a Parigi che conosce Giovanni, immigrato italiano che lavora in un bar equivoco. Tra i due nasce una storia d'amore che David non riesce a sostenere a lungo, pur coinvolto pienamente. La scrittura di Baldwin è incredibilmente poetica, affascinante e coinvolgente. Afferra e non ti molla più. A tratti appare satura di ossimori, ma sembra una sua peculiarità che nell'insieme non stona. Ho amato questo romanzo. E ho amato lo scrittore ancora di più quando ho scoperto che era un amico di Martin Luther King Jr. e di Malcom X. 

Consigliato a chi cerca di capire i desideri e le contraddizioni di chi scopre la propria omosessualità e a chi vuole leggere un libro senza riuscire più a staccarsene.

giovedì 17 maggio 2018

La Biblioterapia per i balbuzienti: studio qualitativo



Uno degli utilizzi della Biblioterapia è quello che riguarda il mondo della balbuzie. Più in particolare, uno studio dal titolo Qualitative analysis of bibliotherapy as a tool for adults whostutter and graduate students realizzato attraverso una ricerca qualitativa induttiva ha analizzato l'efficacia della Biblioterapia su due fronti: il primo riguarda persone con balbuzie e il secondo è centrato sugli specialisti che la curano. 
Un fattore spesso presente nelle persone con balbuzie è la componente emotiva e relazionale. E' spesso considerata scarsamente dagli specialisti mentre può avere un ruolo centrale nella cura del disturbo. Nello studio sono state realizzate sessioni di biblioterapia di gruppo e individuali per i pazienti utilizzando testi riguardanti persone che avevano avuto questo problema, il modo in cui lo avevano vissuto e affrontato. 
Gli specialisti dei disturbi del linguaggio che prendono in carico tale tipo di paziente lamentano la difficoltà professionale di considerare adeguatamente l'emotività dei pazienti che trattano, pur avendone studiato le caratteristiche nel percorso formativo universitario. Lo studio ha indagato come la lettura e la discussione in sedute di Biblioterapia di testi che riguardano persone con balbuzie possa essere un metodo per far comprendere loro questo aspetto, superando i limiti del nozionismo della formazione tradizionale.
Lo studio ha dimostrato che la Biblioterapia può essere considerata utile per trattare la parte cognitiva delle emozioni e favorire in questo modo la riduzione della balbuzie. Sull'altro fronte, gli specialisti del linguaggio attraverso i testi sono stati in grado di sviluppare empatia maggiore per i propri pazienti, migliorando la capacità di attivare una buona alleanza terapeutica.
Per concludere, faccio notare che mentre la Biblioterapia con le persone con balbuzie non è così frequente e studiata, è già stato dimostrato da altri studi come il suo utilizzo nella formazione sia efficace per comprendere aspetti non descrivibili dalle nozioni.





martedì 15 maggio 2018

Il violino nero (9)


La maggior parte di noi conosce Maxence Fermine per il racconto Neve che assieme a Il violino nero L'apicoltore è andato a comporre una trilogia chiamata La trilogia dei colori. Ma i racconti sono nati non per essere considerati un tutt'uno, ma ognuno a sé. Infatti, spesso chi li legge uno di seguito all'altro è portato a fare confronti che spesso compromettono il giudizio. Per questo preferisco recensirli singolarmente e invitare a leggerli in periodi diversi. 
Se Neve mi ha entusiasmato (qui la recensione), Il violino nero mi ha rapito. La storia di questo compositore che fin da piccolissimo ha in animo la musica è già di per sé molto bella. Ma ciò che fornisce vigore al racconto è la storia nella storia, ovvero la narrazione di come un liutaio abbia creato un violino speciale in nome del suo amore per una donna. L'ambientazione veneziana a cavallo tra il Diciottesimo e il Diciannovesimo secolo crea una suggestione unica. Come sempre anche qui Fermine cosparge il racconto di saggezza, frasi filosofiche e motti a cui è difficile non aderire. Il resto lo fa la scrittura che sembra una prosa poeticizzata. Davveo difficile parlarne senza averlo letto.

Consigliato agli animi poetici e agli amanti della musica.

lunedì 14 maggio 2018

Salone del Libro 2018: la conclusione



Il Salone del Libro 2018 si è appena concluso e gli apprezzamenti si sono già fatti sentire. Quelli come me, che non hanno potuto partecipare, si sono dovuti accontentare di seguirlo attraverso i social. Devo dire che il sito stesso è più che completo, con eventi da poter seguire in streaming, foto, resoconti e quant'altro. Ma lasciarsi coinvolgere dall'entusiasmo dei lettori comuni che a stento trattengono fanciullesche grida per la gioia ripresi da video e foto postati su Instagram e Facebook è qualcosa di particolare. Belli gli spezzoni che Saviano mandava in diretta su Instagram, ma il ragazzino dallo sguardo adorante sul suo scrittore preferito o la giovane che osservava Zerocalcare firmare copie del suo ultimo lavoro, solo per fare qualche esempio sono riusciti a trasmettere un senso di empatia ben più forte. Le immagini delle fila interminabili davanti all'entrata di questo o quell'evento hanno reso palpabile le sensazioni vissute, attese gioiose nella marea di persone amanti dei libri. Esattamente come gli abbracci e i sorrisi di "colleghi di book-blog" che si sono ritrovati sul comune campo di lavoro e magari si sono conosciuti fisicamente per la prima volta.
Libri, libri e libri: è questo il nostro slogan che manifestazioni come queste rendono concreto.

venerdì 11 maggio 2018

Presentazione del manuale di Biblioterapia



E' giunto finalmente il momento di organizzare il debutto in società del mio manuale sulla Biblioterapia. Come fosse una figlia diciottenne ho organizzato per lei un ballo. Data la particolarità di questa figlia, il ballo si terrà in una biblioteca ed è un onore essere ospitato da quella universitaria  di Verona, ovvero la biblioteca "Frinzi", in via san Francesco. Come ogni ballo che si rispetti ci sarà della musica. E per avere la migliore, ho invitato Emiliano Martinelli che non solo parteciperà con la musica della sua arpa, ma dialogherà con me e la professoressa Linda Napolitano, docente di Storia della filosofia antica, riguardo al manuale, alle attività svolte da me ed Emiliano con la Biblioterapia, ma anche quelle portate avanti con lei nel campo della Medicina Narrativa. L'aula in cui si terrà la presentazione si trova al secondo piano, in fondo alla grandissima e bellissima aula studio, cuore della biblioteca stessa. 
Come avrete capito, il ballo sarà con parole e racconti, poesia e musica. Siete tutti invitati per conoscere questo manuale e discutere insieme di come i libri possono migliorare la nostra vita e contribuire ad arricchire le nostre professionalità.

giovedì 10 maggio 2018

B come Biblioterapia, come Brasile



Il potere di Internet permette cose, anche a chi si occupa di libri, un tempo impensabili.
Per chi come me impiega la Biblioterapia ogni giorno, l'importanza di contatti che oltrepassino i confini nazionali sono fondamentali per conoscere esperienze già sperimentate da importare. 
Dal Brasile mi ha contattato Carla Sousa, esperta di Biblioterapia che unisce il potere dei libri alle tecniche di rilassamento. Ha aperto una pagina Facebook intitolata Doses de Biblioterapia in cui potete vedere come anche in Sud-America si stia lavorando per diffondere le potenzialità della lettura. 
Carla Sousa però non si limita a tenere laboratori di Biblioterapia. Dopo averla studiata durante un master universitario, ha scritto alcuni articoli sull'argomento e tutt'ora prosegue la sua crescita professionale attraverso lo studio e la condivisione della sua esperienza all'interno di conferenze e convegni. Nello scambio di missive che abbiamo avuto mi ha confidato che anche in Brasile non è semplice diffondere la Biblioterapia. 
Tutto questo mi fa sentire molto vicino a Carla e mi fa sperare: se dall'altra parte della Terra c'è qualcun altro che sta battendo la mia stessa strada, capisco come valga la pena continuare su questo percorso comune che abbraccia il mondo intero.