venerdì 18 maggio 2018

La stanza di Giovanni (9+)



Ieri era la giornata contro l'omofobia. Credo che uno dei modi per sconfiggerla sia far provare empatia attraverso la lettura e poi parlarne. La biblioterapia è anche questo.

La stanza di Giovanni è un classico della letteratura americana e James Baldwin uno scrittore che ha saputo non solo affrontare la questione dell'omosessualità in un periodo in cui parlare di determinati argomenti era tutt'altro che facile, ovvero negli anni Cinquanta (la prima pubblicazione risale al 1956), ma anche proseguire la propria carriera di scrittore all'insegna della lotta per i diritti civili. Le due questioni per Baldwin non erano due problematiche divise, Parlare della libertà di scegliere e manifestare il proprio orientamento sessuale gli serviva a far comprendere la necessità di superare le leggi razziali e ad acquisire pienamente il titolo di cittadino. E viceversa.
Il libro parla di David, giovane americano a Parigi che conosce Giovanni, immigrato italiano che lavora in un bar equivoco. Tra i due nasce una storia d'amore che David non riesce a sostenere a lungo, pur coinvolto pienamente. La scrittura di Baldwin è incredibilmente poetica, affascinante e coinvolgente. Afferra e non ti molla più. A tratti appare satura di ossimori, ma sembra una sua peculiarità che nell'insieme non stona. Ho amato questo romanzo. E ho amato lo scrittore ancora di più quando ho scoperto che era un amico di Martin Luther King Jr. e di Malcom X. 

Consigliato a chi cerca di capire i desideri e le contraddizioni di chi scopre la propria omosessualità e a chi vuole leggere un libro senza riuscire più a staccarsene.

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