venerdì 13 gennaio 2017

Risolto l'enigma sulla vera identità di Shakespeare?

Conoscete le storie legate all'identità di Shakespeare? Uno dei primi a scriverne fu Mark Twain nel suo saggio Shakespeare è davvero morto? (di cui accenno qui). Dopo di lui, molti altri lo hanno imitato, studiosi o semplici romanzieri, ma anche registi. Il film Anonymus (di cui parlo qui) ne è un esempio recente. Ma ora una nuova scoperta sembra mettere in seria discussione le tesi di chi riteneva che Shakespeare non fosse il figlio di un guantaio che ambiva a cose più grandi per il proprio figlio, tanto da indurlo a procurarsi uno stemma di famiglia per provare a entrare nella buona società, ma solo un nome dietro cui si celava qualcuno. Infatti, la dottoressa Wolf  ha trovato un documento in cui lo scrivente riproduce lo stemma con falco e lancia, attribuendolo a “Shakespeare the player”, Shakespeare l’attore. La ricercatrice americana ha inoltre scoperto una dozzina di immagini del blasone di famiglia dei Shakespeare, metà dei quali lo assegnavano al padre e metà al figlio. Indizi che sembrano dare ragione a quanti sostenevano che davvero il Bardo fosse un genio venuto dal basso. Mistero concluso? Tutt'altro! Alcuni esperti affermano che la scoperta non aggiunga nulla a quello che già si sapeva e che quindi i dubbi rimangono intatti. Quanto conta questo per la letteratura? Assolutamente niente. Le opere di Shakesperare rimangono meravigliose e le tesi sulla sua identità, affascinanti. Provate a leggere il saggio di Twain: da lettori ringrazierete il cielo che questo dubbio esista.

Se volete approfondire, qui un articolo da Repubblica.it




 

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