sabato 19 marzo 2016

Il trono di spade: Il regno dei lupi-La regina dei draghi (8)

Terminate le quasi mille pagine del secondo libro della saga Il trono di spade - Cronache del ghiaccio e del fuoco- Il regno dei lupi-La regina dei draghi, provo a trarre delle conclusioni. Parlare di recensione mi pare difficile. I libri di Martin rimangono sempre indefiniti, con un finale troppo aperto sul volume successivo e un affollamento di personaggi che diventano più o meno importanti da un libro all'altro. La storia la sapete: in un mondo fantastico che richiama il medioevo reale, diverse dinastie si contendono il trono dei Sette Regni. Vi sono buoni e cattivi, scene di sesso e violenza, ma anche riflessioni  che sfiorano la filosofia (di cui accenno qui). 
Confesso che la lettura di questo volume è stata più difficoltosa del primo (leggi la mia "recensione" qui). Le prime trecento pagine le ho lette senza entusiasmo. Dall'incipit non ne venivo fuori: assolutamente slegato dal primo libro, non riuscivo a fare collegamenti e a dargli un senso. Ma poi tutto ha cominciato a ricollocarsi. Non diminuisce il mio favore a questa saga, ma confesso che serve una certa dose di perseveranza per proseguire. Ma tanto l'inizio è stato lento, tanto incalzanti sono state le ultime 200 pagine, nonostante le tante descrizioni di battaglia.
Bellissimo ritrovare i fratelli Stark nelle diverse situazioni, con il desiderio che possano riunirsi. Il senso della fratellanza dei sei ragazzi è fortissimo e il ricordo che hanno uno dell'altro crea una sincera emozione nel lettore che si affeziona sempre meno a un singolo Stark per diventare un sincero ammiratore per tutta la famiglia. Certe descrizioni appaiono farraginose, ma forse sono necessarie per dare completezza a un universo che si compone pagina per pagina. 
Il terzo volume è pronto per essere letto, ma lo terrò a bada per un po': altri libri mi stanno aspettando.

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