venerdì 8 gennaio 2016

La sindrome di Gertrude (9-)

Questo libro è uno dei tanti che tenevo in un angolo, in attesa di essere letto. Non ho particolare amore per Lella Costa, pur ammirandola. Ma dopo aver letto questo La sindrome di Gertrude. Quasi un'autobiografia, curato con l'aiuto di Andrea Casoli, il desiderio di vederla a teatro si è decisamente acuito. Ho letto tutto d'un fiato questo testo che raccoglie fatti storici dagli anni Settanta a oggi visti con gli occhi di un'artista certamente ed eccellentemente eclettica, ma molto attenta e capace nell'interpretare i fatti. Il risultato è un libro pregiato in cui al sorriso, mai sguaiato o volgare, si unisce una sensibilità rara per i temi sociali e umani, trattati destando interesse e riflessioni. Lella Costa non rinnega in alcun modo le sue idee politiche, ma anzi, ci rende consapevoli che si può far politica senza far parte di alcuna posizione partitica specifica. Certamente chi detesta la fusione delle questioni sociali con l'arte non potrà apprezzare il racconto dell'autrice. Attenzione al tempo che avete a disposizione: se cominciate questo libro difficilmente ve ne staccherete.
Consigliato agli ammiratori di Lella Costa e a quanti credono che agire con passione (in qualunque campo) sia la cosa più importante.

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