giovedì 5 novembre 2015

Corso di biblioterapia: fiabe per ogni età

La serata di ieri al corso di biblioterapia ha segnato l'inizio di un processo particolare che io cerco di favorire, ma che solo ad un certo punto si attiva. Era la quinta serata e il gruppo si è impossessato del corso. L'argomento era incentrato sulle favole, ma la prima mezz'ora l'abbiamo passato parlando di come i lettori scelgono le proprie letture. Siamo andati fuori tema? No, esattamente il contrario. La biblioterapia vuole che il conduttore segni una strada permettendo ai partecipanti di dettare il passo. La richiesta differente dall'argomento offerto, scaturita da una semplice domanda, arricchita poi dal contributo di tutti, è stata l'occasione per lasciare che un interesse, nato spontaneamente, diventasse protagonista. Lo ripeto spesso quando spiego cos'è la biblioterapia: non si tratta di insegnare un argomento a degli allievi, ognuno dei quali deve apprendere le stesse cose usando le proprie capacità, bensì il biblioterapista cerca di comprendere le capacità degli allievi offrendo di conseguenza materiale che tiri fuori le loro potenzialità, che permetta loro di avere a disposizione il necessario per ottenere il meglio da se stessi e di raggiungere i propri obiettivi. Proseguire poi con la discussione programmata è stato ancora più proficuo del solito perché gli animi dei partecipanti sono entrati più profondamente in quell'aria di letteratura che spero sempre di riuscire a ricreare a ogni incontro. E' stato bello parlare delle favole della nostra infanzia, per poi leggere le versioni di Cenerentola dei Grimm e di Perrault, cercando di capire le differenze tra la ricerca delle tradizioni dei primi e il desiderio di scrivere per i coevi del secondo. Una favola veronese tratta dalle Fiabe italiane di Calvino e una storia proveniente dalle Leggende di streghe veronesi di Giuseppe Rama hanno anticipato la buona notte che ci siamo dati leggendo della nascita di uno dei  personaggi più cari alla tradizione italiana: Pinocchio nel testo originale di Collodi. E per una sera siamo tornati bambini...

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