lunedì 12 ottobre 2015

Un cappello pieno di ciliege (9-)

Oriana Fallaci misantropa e bellicosa? Se questa è l'idea che avete di questa autrice, dovrete ricredervi. Non dico che la sua proverbiale grinta non sia reale, tutt'altro. Ma dal libro pubblicato postumo Un cappello pieno di ciliege si sente un amore forte per i propri antenati e per l'umanità in genere, anche per quella di cultura diversa. Di generazione in generazione racconta la vita dei suoi avi, li ripartorisce, regalandogli una nuova esistenza. Un tomo notevole, quello della Fallaci, che potremmo collocare tra i romanzi storici, certamente atipico, ma non per questo meno autorevole nel descrivere la storia. Ma nella trama e nella scrittura si percepisce molto di più delle ricerche d'archivio svolte. Trasuda il testamento morale che la scrittrice ha voluto lasciare al mondo. Perché la Fallaci, che odia l'Islam, non è che una minima parte di ciò che voleva farci conoscere. In questo libro c'è l'orgoglio femminile, il desiderio di riscatto, l'accettazione dei limiti, la tendenza a volerli superare, l'umiltà degli errori commessi e la certezza che la cosa giusta da fare non esiste. La lettura a volte risulta complicata laddove le descrizioni dei fatti storici vuole essere precisa, ma la pazienza di superarli premierà il lettore.
Consigliato agli amanti del romanzo storico, ma anche agli amanti delle storie d'amore complicate costruite su un tessuto letterario pregiato.

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