martedì 1 settembre 2015

Storia della biblioterapia - 15

Il 5 settembre 2006 Arleen McCarty Hynes moriva all'età di novant'anni: chi era costei? Arleen è stata una figura fondamentale per la biblioterapia e lo possiamo capire dal fatto che la notizia della sua morte è stata data dal Whashington Post. Dopo gli studi si spese non solo per diffondere l'utilizzo della biblioterapia in ambito clinico, ma anche per renderla una tecnica seria e stabile. Lavorò a lungo nella clinica psichiatrica St. Elizabeth Hospital a Washington. Qui riuscì a far utilizzare la letteratura ai pazienti e nel 1978 fece assumere dall'ospedale il primo biblioterapista inquadrato professionalmente con tale ruolo. Inoltre, continuò a lavorare assiduamente per rendere sempre più specifica la formazione dei futuri biblioterapisti. Fu tra i fondatori della National Federation of Biblio-Poetry Therapy (la NFBPT di cui ho parlato qui) che tutt'oggi certifica la formazione di chi desidera utilizzare nella propria professione la biblioterapia. Nel 1994 pubblicò un manuale dal titolo Biblio/Poetry Therapy. The interactive process: a handbook, che continua a essere ripubblicato in edizioni aggiornate e che è un punto di riferimento per i biblioterapisti di tutto il mondo.
C'è una storia nel manuale che spiega cosa l'autrice intende per biblioterapia:
 
A Cracovia, un rabbi sognò per tre volte che un angelo lo invitava ad andare a Livovna dicendogli che là, di fronte al palazzo, accanto al ponte, lui avrebbe trovato un tesoro. Quando il rabbi arrivò a Livovna, raccontò la sua storia a una sentinella, che gli disse di aver fatto anche lui un sogno, in cui veniva invitato ad andare a casa di un rabbi a Cracovia, dove ci sarebbe stato un tesoro sepolto di fronte al camino. Così il rabbi tornò a casa e scavò davanti al suo camino e trovò un tesoro.

Subito dopo spiega:

Il messaggio di questo racconto Hasidic nel Diciottesimo secolo è senza età: anche se spesso devi cercarlo tra molte altre cose per trovarlo, il tuo tesoro spirituale si trova dentro il tuo cuore. Come disse Mircea Eliade, "Per cercare te stesso, devi andare da uno sconosciuto". In ogni modo, il racconto riassume l'essenza della Biblioterapia. Lo straniero è la letteratura che usiamo come strumento primario; l'altro è il biblioterapista che, con gli altri (i partecipanti nel gruppo di bibioterapia), facilita la ricerca del tesoro-vera conoscenza di sé.

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