lunedì 17 agosto 2015

Gli inganni dello shopping letterario


Una lettrice di mia conoscenza mi racconta di come abbia acquistato un libro da regalare, in una libreria, senza pensarci troppo, presa dalla fretta, lasciandosi guidare dall'istinto. Le chiedo di che libro si tratti. Lei mi risponde, candidamente, di aver preso Grey. Cinquanta sfumature di grigio viste da Christian della ormai arcinota E. James.
Dovete sapere che ho un grosso difetto: quello che penso mi si legge in faccia. Non importa che io voglia dissimulare, perché tanto non mi riesce. Per questo la mia amica si accorge subito che sono inorridito. Ma come? Lei, che è una lettrice forte, che sa apprezzare certi libri, cade nel tranello? Perché di questo si tratta. Sappiatelo: quando andate nelle librerie le dinamiche non sono diverse da quelle di un supermercato. La merce viene esposta con una logica che mira a far acquistare alcuni prodotti e non altri. Provate a notare alcuni particolari quando entrerete di nuovo in una libreria. In evidenza troverete le ultime uscite (più costose) e le offerte promozionali (ottime, ma limitate a una casa editrice). In bella mostra viene messa la classifica dei più venduti, che in realtà è la classifica di quello che vorrebbero vendere di più. Ben nascosti sono i classici, spesso in numero limitato. Con l'avvento delle nuove copertine si incontrano scaffali che sembrano mosaici, con splendide figure colorate e spesso con la foto tratta dal film a cui ha dato origine, con titoli in cui l'amore straripa in modo eccessivamente melenso, attirando le lettrici più sensibili (e sono molte) all'argomento, ma non preparate a distinguere tra prodotto commerciale e ripetitivo da quello originale e sfaccettato. Ampissima la scaffalatura dedicata ai bambini. Ma notate bene: più in basso ci stanno i libri-gioco e quelli colmi di immagini (odio profondamente i libri di Barbie e delle varie principesse) facilmente raggiungibili dai pargoli al seguito di genitori sempre di corsa e quindi facilmente arrendevoli ai capricci, più in alto i libri tradizionali. Altro particolare che potrete notare è lo spazio visivo dato al libro di punta, quello che ci si aspetta verrà acquistato in gran numero. Viene, innanzitutto, messo come primo nella famigerata classifica dei più venduti. Di lui vedrete tabelloni pubblicitari che lo evidenziano, e il numero di copie, magari raggruppate e con la copertina messa frontalmente, sarà davvero considerevole. Giunti alla cassa verrete attratti da libretti poco costosi e gadget di vario genere, proprio come accade alle casse dei supermercati, dove le cose più inutili, ma allettanti, sono messe a portata di mano. Ma provate a cercare un libro datato, anche di poco, di un autore non di primissimo piano. State certi che non lo troverete. Potrete ordinarlo, ma non averlo subito. Così il regalo per vostro fratello, che dovrete scegliere in pochissimi minuti non potrà che essere quello raggiungibile dall'occhio, ma non dal raziocinio. Ma vostro fratello apprezzerà?
Consiglio: mai regalare un libro che non avete letto prima. E se non lo trovate, almeno optate per un autore che conoscete. Solo così avrete la certezza del messaggio che vi preparate a donare.

3 commenti:

  1. assolutamente ... " parole sante " ... -Giuliano -

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  2. Mi conforta sentire un altro lettore che constata le stesse cose: grazie!

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  3. Hai pienamente ragione! Che tristezza, però: è inconcepibile che proprio il libro, oggetto che dovrebbe insegnare a pensare, sia sottoposto alle più abiette leggi del mercato.
    E in libreria si entra quando si ha molto tempo da dedicare alla ricerca ;-)
    Valido il consiglio di non regalare libri non letti, lo seguo anche io.

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