lunedì 1 giugno 2015

Storia della biblioterapia - 6

Il punto di svolta nella storia della biblioterapia avvenne con la pubblicazione, nel 1937, di un lavoro che William C. Menninger scrisse dopo aver lavorato a lungo con i libri nella sua clinica psichiatrica (proprietà della sua famiglia e fondata nel 1919). Assieme a lui lavorava il fratello Karl, anch'esso interessato alla biblioterapia, tanto da essere citato nell'articolo del fratello. William, al contrario di Karl, è ricordato ancora oggi e il suo scritto è considerato una pietra miliare non solo grazie alla scientificità con cui fu scritto, ma soprattutto per alcuni concetti tutt'oggi validi. Il primo di questi è senz'altro la considerazione delle basi per prescrivere un libro. Reputava fondamentale comprendere le necessità terapeutiche del paziente,quindi lo scopo che si voleva raggiungere: educativo, ricreativo o altro. Un secondo fattore che considerava utile nella biblioterapia, e ancora attuale, era il background dell'individuo, ovvero le sue capacità intellettuali, le preferenze letterarie, il campo di interesse, il sesso e la professione. Inoltre William Menninger vedeva slegato l'uso dei libri dalla diagnosi. Per lui andava analizzato lo stato emotivo del paziente, la sua capacità di leggere in un determinato momento e di recepire i messaggi, senza soffermarsi eccessivamente sulle categorizzazioni diagnostiche. Insomma, da medico aveva capito che la lettura aveva un effetto benefico, ma non poteva essere gestita come un farmaco. Inoltre, collocava la biblioterapia in un progetto terapeutico più vasto, accogliendo i libri come strumento di lavoro, senza pensare che da soli avrebbero potuto risolvere i problemi dei suoi pazienti. Un altro motivo di interesse dell'articolo di Menninger è l'aver trattato della collaborazione del medico con il bibliotecario della clinica. Considerava il professionista della letteratura una risorsa necessaria e la collaborazione tra le due figure professionali, così diverse, viene descritta con precisione, nonostante si possa notare come sia stata data maggiore importanza alla figura medica. Non dimentichiamo che gli studi di Menninger si collocano nell'ambito della biblioterapia clinica, ovvero la biblioterapia gestita da psichiatri e psicologi o da personale superivisionato da questi. Eppure anche le scienze umane si stavano muovendo efficacemente e avrebbero dato luogo a quella che oggi chiamiamo biblioterapia dello sviluppo.

UNA CURIOSITA': tutt'oggi la clinica Menninger è tra le strutture psichiatrice all'avanguardia. Tra le molte personalità famose che ha avuto in cura ci fu Marilyn Monroe

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