lunedì 2 febbraio 2015

Le ho mai raccontato del vento del nord




Oggi pomeriggio sono stato a teatro per vedere "Le ho mai raccontato del vento del nord", trasposizione teatrale del romanzo epistolare omonimo di Daniel Glattauer. Splendida la storia, e il libro è già sul mio e-reader, pronto per essere letto. Ma splendide, oltre alle capacità attoriali, le voci degli attori, Chiara Caselli e Paolo Valerio.
Nel mio immaginario di lettore le voci sono fondamentali. Leggendo io stesso a voce alta (senza ombra di dubbio, con risultati infinitamente inferiori a quelle udite oggi), tendo a notare involontariamente le tonalità vocali di chiunque incontri e, qualche volta, a restarne rapito. Può essere una commessa, una persona che mi chiede informazioni per strada, un mio paziente. Chiunque. Se una voce mi fa vibrare, subito mi domando a quale testo sarebbe adatta. A volte sono tentato di chiedere se potrebbe essere interessato a leggere in pubblico qualche testo insieme a me. Poi mi ravvedo e ricordo che la maggior parte della gente non è affatto affascinata da questo genere di attività.
Questo spettacolo teatrale mi ha poi fatto ricordare una lezione di lettura espressiva all'Università a cui ho assistito in cui il docente era proprio Paolo Valerio. Anche allora la sua voce m'incantò, non meno delle sue argomentazioni, tanto che ritornai ad ascoltare la stessa lezione un paio d'anni più tardi, solo per il piacere di rafforzare quei consigli e ascoltare quella voce. Ovviamente non nascondo l'invidia. E ogni qualvolta mi ascolto nei video che giro, quest'invidia aumenta. Ma mi fa ricordare anche la magia nascosta dietro ogni forma espressiva che si esprime con la voce: teatro, lettura espressiva, poesia. Meraviglia!
È proprio vero: senza arte, tutta l'arte, non siamo niente!!

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