lunedì 23 febbraio 2015

Censura moderna







È curioso quando i libri appaiono come un problema anziché una risorsa. A Monza è stata presentata una interrogazione (sarà discussa giovedì). Per alcuni consiglieri comunali, dalla biblioteca pubblica (nella sezione ragazzi) vanno tolti due libri: "Qual è il segreto di papà" e "Perché hai due mamme". L'argomento è chiaro: l'omosessualità di uno o entrambi i genitori. In realtà non mi stupisce l'utilizzo della censura. È lo strumento per ostacolare la culturale più antico. E non mi stupisce nemmeno la diffusione di atteggiamenti ostili verso realtà in evoluzione, diverse dal consueto, sconosciute. Questi giorni sento sempre più forte la posizione di molti genitori, contrariati di fronte alla possibilità che vengano portate all'attenzione dei più giovani questioni come queste. Discutendone si percepisce l'idea che parlare di omosessualità possa influenzare le scelte sessuali. Quindi, secondo questo pensiero, se non si sapesse parlasse della libertà di essere gay senza vergogna, nessuno lo sarebbe. Ovviamente si sa per certo che questo non è possibile. Ma da lettore, oltre che da genitore, non capisco: perché non contrapporre, a un libro che non gradiamo, un'altro libro che contraddica quell'idea? La cultura non può essere declinata sotto il segno della sottrazione. Solo aggiungendo conoscenza alla conoscenza è possibile migliorare. Ognuno ha le proprie idee, ed è giusto sia così. Può essere che siano mantenute tali per sempre. Ma se ci manteniamo aperti all'ascolto, continuando ad aggiungere la nostra idea a quella opposta, non potremo che ottenere una pluralità di idee che arricchirà tutti.

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