lunedì 8 settembre 2014

Librai alla riscossa




Non riesco a dare un significato alla presa di posizione di molti librai francesi che si sono rifiutati di mettere in vendita il libro dell'ex Madame Hollande dal titolo "Grazie per questo momento" in cui svela i particolari del tradimento del marito. Ma perché i librai, alle prese con la grave crisi del settore, dovrebbero boicottare un testo così tanto richiesto? Le interpretazioni possibili sono diverse. Una potrebbe essere di natura politica. Anche se dichiarano che lo fanno per amore della vera letteratura, qualche dubbio è lecito. Se è vero che a giudicare un libro può essere solo il lettore, visto da questo punto di vista si tratta di vera e propria censura. Mi piace però pensare che, invece, sia un modo per scuotere le coscienze attratte da un genere che nulla ha da spartire con la letteratura. E questo a costo di rimetterci del denaro. Ecco, qui mi fermo. Forse sono troppo italiano per pensare che ci siano persone disposte a rinunciare al guadagno. Soprattutto la mia italianità mi impedisce di comprendere che sia possibile che una scelta di questo genere possa essere compiuta in gruppo, e non in modo isolato, da pochi pazzi romantici amanti della cultura.
Aspetterò. E spero di poter essere smentito in questi miei sospetti. Sarà un modo per diventare un po' più europeo.

2 commenti:

  1. "Se è vero che a giudicare un libro può essere solo il lettore..." ma quale? Se si ammette l'esistenza di un giudizio soggettivo, si conferma quella di milioni di altri giudizi soggettivi. I libri sono diversi, come lo sono "i" lettori. Quale giudizio tra i loro varrà più degli altri? Esiste forse un giudizio "complessivo"? Non sarebbe più soggettivo, nè dunque giudizio. Un libro (come qualunque cosa) viene giudicato non in sé per sé, ma dall'occhio che lo giudica, dalle sue esperienze e sensibilità. E possiamo prendere quel giudizio solo per quello che è, soggettivo. Anche i librai ne hanno espresso uno. Vale per quello che vale. Che ne dici?

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  2. Vorrei credere anche io che sia per amore di letteratura, ma per ora resto convinta che sia solo politica. In ogni caso, credo che questo libro troverà mercato facile qui da noi, dove, non mi spiego perchè, le librerie sono invase dalle inutili storie di vita di personaggi pubblici che si credono scrittori o che ritengono che la loro vita possa interessare ad altri.

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