venerdì 8 agosto 2014

Veronica decide di morire

Paulo Coelho non è tra i miei autori preferiti. "Veronica decide di morire" è però uno dei consigli ricorrenti di molti amici lettori e quindi ho deciso di fidarmi. E, come accade la maggior parte delle volte, avevano ragione loro. Si tratta di un romanzo che potremmo definire "filosofico" o "sapienziale", di quelli che ti fanno riflettere mantenendo una trama ben precisa da seguire. Il problema di molti testi filosofici o spirituali è l'astrattezza e il linguaggio complicato. Coelho riesce, invece, a creare un percorso narrativo lastricato di considerazioni notevoli, eppure chiare. Sicuramente potrò farne buon uso nei miei laboratori, data la sua scrittura semplice e scorrevole, con esempi di vita in cui è possibile l'identificazione e brani comprensibili anche senza utilizzare l'intero testo. Un altro strumento nella mia cassetta degli attrezzi.

1 commento:

  1. La scrittura semplice e scorrevole in certi casi aiuta a focalizzare l'attenzione sul necessario o veicolare un particolare concetto. Coelho mi sembra piuttosto ridondante, tanto da dare l'impressione che letto un libro letti tutti. Uno dei suoi libri che, invece, avevo trovato originale è "Il diavolo e la signorina Prym, interessanti gli interrogativi che suscita su quanto siamo disposti a farci condizionare dal male per raggiungere i nostri scopi.

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