sabato 26 luglio 2014

Libri...pazienti




Oggi un paziente mi ha chiesto un libro. Non potendo muoversi dal letto e non avendo né televisione né computer, ha chiesto se potevamo procurargli un libro affermando che l'ultima volta in cui aveva preso in mano romanzo era stato nel 1983...
Ecco un esempio in cui serve una tecnica precisa per consigliare un libro. Non è possibile basarsi sul gusto personale, a maggior ragione se si è lettori esperti. E poi l'amore per un certo tipo di scrittura cambia con l'esperienza e i libri amati dai neofiti sono spesso molto diversi da chi legge molto. Nel mio caso serviva un testo semplice e coinvolgente, dove ci fosse azione e suspance, con una ridotta componente filosofica, ma con descrizioni immediate e non lunghe. Nel modesto catalogo a disposizione in reparto ho scelto "Il terzo gemello" di Ken Follett. Com'è andata? Il mio paziente ha letto ininterrottamente per tre ore di seguito. Per un "non lettore" è certamente un ottimo risultato.

2 commenti:

  1. Sono convinta che dovrebbero aumentarti lo stipendio per questa attività di biblioterapista, che è di supporto alla guarigione fisica e psicologica non meno delle cure mediche. E' davvero un peccato che questa attività non sia riconosciuta!

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  2. E' vero, ma il riconoscimento di persone come te è già un compenso non indifferente...

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