mercoledì 25 giugno 2014

Niente tablet, siamo bambini




Chi legge questo blog non ha bisogno della raccomandazione dei pediatri statunitensi che indicano, ai genitori dei bambini di età compresa tra zero a tre anni, di leggere loro dei libri, anziché lasciarli giocherellare con tablet telefonini e apparecchi di diverso genere. Gli studi scientifici indicano come questi non siano in grado di stimolare il cervello come la lettura a voce alta eseguita da una persona (quindi niente registrazioni). Non è una questione banale. Anche l'associazione "Nati per leggere" ne ha fatto la sua bandiera. Avete notato quanti bambini davvero piccoli vengono lasciati a se stessi, immersi in questi device che sanno manipolare meglio degli adulti? Rabbrividisco quando questi sottolineano positivamente questa abilità. E nel mio piccolo, quando leggo nelle librerie, individuo facilmente coloro che sono abituati all'ascolto della lettura. Sono bambini attenti, che non si distraggono facilmente e che riescono a seguire la storia, anche per un'ora di seguito, senza interrompere, comprendendo i contenuti e in grado di commentarli. La verifica poi è semplice. Chiedo ai genitori se sono abituati a leggere ai loro figli. Immancabilmente lo confermano, dicendo che è un'abitudine data fin dalla più tenera età. Se ci pensiamo, la lettura è un investimento a costo zero sul futuro dei bambini. Dirò di più: non mi stupirebbe scoprire ( prima o poi qualcuno studierà anche questo) che i bambini abituati a sentir leggere hanno bisogno di minori interventi educativo-psicologici nel futuro anche lontano. Il tempo mi darà ragione?

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