lunedì 3 luglio 2017

La vita davanti a sé (9-)

Conoscete Romain Gary? Per me è stato uno sconosciuto fino alla lettura del libro "La vita davanti a sé". E' stato un uomo dalla vita ricca, certamente non banale, amante delle belle donne e della vita agiata. Scrisse questo libro con uno pseudonimo, che gli permise di vincere per la seconda volta un premio per la letteratura francese, il "Goncourt". Un segreto che fu rivelato soltanto dopo la sua morte, avvenuta volontariamente con un colpo di pistola nel 1980. Il testo mima il linguaggio di un ragazzino, figlio abbandonato di una prostituta che vive i quartieri degradati, di cui Gary riesce a cogliere la profonda umanità. Ciò che colpisce davvero, oltre alla splendida poesia e saggezza, che viene messa in bocca al protagonista, è l'attualità dei temi. Riguardano il multiculturalismo, il sottobosco urbano, la prostituzione, la transessualità, la convivenza delle religioni. La lettura non risulta immediata in quanto appare come un linguaggio parlato che non si coglie con immediatezza. Consigliabile comunque perché una volta iniziato non lo si molla più.

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