sabato 7 dicembre 2013

Il mio Mandela




Davanti alla morte di Nelson Mandela si è sviluppato il consueto fenomeno: si riportano frasi celebri, foto con la data della nascita e della morte e i soliti "mi piace" su facebook. Mi chiedo se però ognuno di noi ha riflettuto su ciò che è stato nella propria vita.
Ci provo con la mia. La sua eco arrivò a me nei tempi in cui ancora era prigioniero politico. Capire l'apartheid non era cosa semplice per un giovane degli anni Ottanta, aiutato più dagli U2 che da ciò che riusciva a leggere. Ancora più difficile era capire come anche il suo superamento nascondesse delle odiose contraddizioni. Era bello pensare alla forza di quest'uomo. Poi l'evento della sua liberazione, che mi ha regalato veramente emozioni forti: la speranza che in uno schifo di mondo ingiusto si possano cambiare le cose. Di anni ne sono passarono. Poi l'ho rivisto in un libro. Ne "La ricerca della felicità" di Chris Gardner è descritto il suo incontro con questo grande saggio. Ormai milionario, in grado di aiutare i suoi cari, ma anche qualche angolo di mondo, Gardner confessa le lacrime versate al suo cospetto per un simile personaggio.
Oggi, che penso alla sua morte, mi rendo conto che non ci ha lasciati solo un grande uomo, ma un pezzo di Storia che rimarrà viva solo se saremo in grado di raccontarla ai più giovani. Ognuno di noi è narratore del mondo.

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