mercoledì 30 ottobre 2013

Chi sia accontenta gode







Questa sera terrò un laboratorio sui libri che hanno ispirato film. Una riflessione che non mancherà sarà legata alla scrittura che vuole prestarsi a entrambi i media. Ormai è provato: gli scrittori contemporanei scrivono il testo considerandolo anche una potenziale sceneggiatura. L'effetto è quello di un racconto fatto di immagini e dialoghi. E le sensazioni? Ci sono libri che non potranno mai trovare un corrispondente cinematografico perché alcuni aspetti solo le parole possono esprimerli. E solo uno scrittore "spericolato" può arrivare a tanto. Niente film, ma "solo" un ottimi libro. Ma a noi lettori, lettori veri, piace accontentarci.

10 commenti:

  1. Non riesco a vedere un film che sia tratto da un libro da me letto.
    Faccio bene?

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  2. Lettrice, ma anche appassionata di cinema!!! Dunque che fare? Io ho una sola regola...mai vedere il film prima di leggere il libro, la fantasia, l'immaginazione, la maggior parte delle più belle e brutte) sensazioni/emozioni arriverebbero solo a metà.... faccio sempre il contrario... a difesa però di chi scrive le sceneggiature... un film dura al max 2 ore, non è facile riassumere tutto un libro in così poco tempo. Non ho grossissime aspettative dunque ma non per questo il film non può essere godibile lo stesso. Si possono apprezzare la fotografia, la musica, la regia, l'interpretazione.. Un esempio? ll signore degli anelli, incompleto e non sempre fedele al libro ma di grandi effetti scenici e di ambientazione. Non amo molto i film tratti dai grandi classici invece, tipo i film in costume...li trovo molto pomposi e noiosi; mi incuriosiscono invece quei film in cui il registra trae ispirazione da libro ma lascia libera l'interpretazione.. uno su tutti Romeo+giulietta di Baz Lurmann. Si potrebbe citarne a migliaia, in fondo la maggior parte è proprio tratta da libri...
    Riassumendo... Leggere è dare spazio alle emozioni e alla fantasia ma anche il cinema può dare queste sensazioni, in maniera diversa forse...
    Proposta... si potrebbe andare assieme al cinema e poi farne argomento di discussione... io ci sto!
    M.

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  3. Io manterrei i due ambiti separati, forse perchè finora nessun film mi è piaciuto più (o come) del libro da cui era stato tratto.
    E poi l'emozione del libro è un'altra cosa!

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  4. Credo che non ci sia un atteggiamento giusto o sbagliato in merito. Anche in questo caso seguo ciò che sento, anche se ammetto che mi sto allontanando sempre più dallo schermo e avvicinandomi invece alla carta scritta. Ho in testa un'eccezione futura: vedere il film tratto da "La bambina che salvava i libri" di Zusak che uscirà a febbraio...

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  5. Sono due arti diverse. Adoro entrambe. Tendiamo a fare paragoni, è normali, ma si esprimono non sullo stesso livello. Sicuramente il cinema lavora su piani di immediatezza, in fondo sono solo due ore...
    Sono rientrata dal mio lungo viaggio.
    A quando gli incontri in libreria, caffetteria o bioblioteca o altro??

    Rita

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  6. Ho difeso la settima arte ma potrei anche fare una rettifica! Ho sempre amato leggere ma anche la passione per il cinema andava di pari passo... forse perchè in entrambe ho sempre trovato la gioia di emozionarmi e di stupirmi, di provare sentimenti e trarre spunti e riferimenti. Ma ho sentito alla radio il trailer del nuovo film tratto dal libro di Pennac, "Il paradiso degli orchi"... Sono rimasta incredula e soprattutto infastidita. Quello che, seppure in maniera infantile, ho pensato in quell'istante, è stato: "Nessuno potrà rovinare il mio amore spassionato per la famiglia Malaussene, neanche il più bravo attore del momento potrà interpretare un"capro espiatorio"!
    Martina

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  7. Ci sono libri che non possono che rimanere libri. Credo siano i più preziosi, troppo spesso si pubblicano testi già preparati per essere facilmente adattabili. E mi chiedo: questi sono più romanzi o sceneggiature? Splendido il cinema, splendida la letteratura. Ma se il business diventa la prerogativa per creare non ne beneficia ne' l'uno ne' l'altro, io credo

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  8. Quello che più mi lascia interdetta è che Pennac abbia ceduto i diritti... curiosità di vedere i suoi personaggi prendere vita? O solo necessità di fama o ancora peggio di denaro? Ci si costruisce un immagine mentale degli autori che spesso non corrisponde a verità. Spero non sia questo il caso... :-( Martina

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  9. Sono d'accordo sulla diversità espressiva di questi due linguaggi, mi lascia perplesso il mescolar li...L'incontro è fermo, la lontananza di alcuni è un freno non da poco...

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