mercoledì 2 gennaio 2013

Letteratura, libertà e integrazione




Non può esistere letteratura se non esiste l'alfabetizzazione di base. In Pakistan si sta assistendo all'intimidazione e all'uccisione di quanti si prodigano, spesso in condizioni estremamente precarie, alla diffusione della cultura. Il potere dei talebani non è mai stato sconfitto, e probabilmente mai lo sarà. Rimane fondamentale il valore della cultura. Noi non possiamo certo influenzare ciò che accade nei paesi islamici. Possiamo invece incidere nella cultura dei nostri Paesi, dove è in gioco l'integrazione dei popoli che si incontrano. Come? Abbiamo bisogno di buone letture anche noi. Nei Paesi dove i regimi dittatoriali, religiosi o meno, chiudono la mente, servono per mostrare nuove alternative in cui conquistare la libertà. Leggere per noi significa capire l'altro e farsi capire. Parlare di libri con chi la pensa diversamente da noi potrebbe dare frutti inaspettati. La letteratura è il terreno comune dove, io credo, si potrebbe costruire la vera integrazione.

2 commenti:

  1. Ho alunne pakistane che spesso non vengono a scuola, la famiglia non reputa prioritario che la figlia abbia un'istruzione. Quel che però mi fa davvero rabbia sono gli alunni italiani, che non hanno restrizioni e scelgono deliberatamente l'ignoranza, perchè non stento a definire analfabeti molti tredicenni!!E non è lo sfogo di un'insegnante, ma una preoccupante realtà...

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  2. Concordo con te. Capisco che in alcune culture esista questo tipo di pensiero, anche mia nonna riteneva che solo ai figli maschi fosse necessaria un'istruzione. Mi preoccupa il fatto che non si intraveda un cambiamento di idee, spesso anche le nuove generazioni non cambiano, al massimo cercano di uniformarsi ai nostri giovani che, hai ragione tu, spesso disprezzano il valore del sapere e preferiscono la banalità del consumismo, senza rendersi conto che non è questa la libertà.

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