lunedì 10 dicembre 2012

La lettura e' un mezzo per affrontare la crisi?




Oggi, meno di un italiano su due (esattamente il 49,7%) legge almeno un libro all’anno, con un calo netto rispetto all’anno precedente pari al 6,5%. Dati questi che ci vengono dal 46 rapporto Censis. Non era mai accaduto di scendere sotto la soglia del 50%.
Si sa, il mercato editoriale italiano si regge sulle spalle di quella nicchia di lettori forti da dieci libri l’anno, pari oggi al 13,5% dei lettori. Anche questa nicchia purtroppo si è quasi dimezzata rispetto al 2007, quando i lettori forti rappresentavano il 25,6% su un totale di lettori del 59,4%.
Sono dati allarmanti per quanti considerano la lettura uno strumento insostituibile. Ma questi sono davvero pochi. Chi pensa che questa carenza sia influente sullo sviluppo del Paese? Eppure la capacità di prendere decisioni passa attraverso la cultura di cui la lettura fa parte, e nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo questa abilita' e' più importante che mai. Non dimentichiamo però che al contrario della cultura di alto livello, la lettura e' accessibile a chiunque sappia leggere. Un motivo in più quindi per promuoverla. In caso contrario, meno si legge e meno si leggerà. Le istituzioni, formate sempre da persone che hanno potuto frequentare scuole di un certo livello, possono fingere che questo non sia importante. Ma una verità rimane verità in ogni caso.

2 commenti:

  1. Forse siamo in crisi proprio perchè non si legge più...

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  2. Sono d'accordo. E se la lettura non riceverà impulsi che la possano far sopravvivere alla forza di media, giochi e altro sarà sempre peggio...

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