domenica 16 dicembre 2012

Il Natale nella letteratura





Il Natale aggiunge opportunità nuove quando si lavora con i libri. La letteratura permette di addentrarsi in mille sfaccettature diverse di quella che ci appare una festa sempre uguale ogni anno. Religioso? Pagano? Ateo? Sincero? Consumistico? Emotivo? Storico? Domani starò con i partecipanti del laboratorio di Lettura Creativa alla ricerca di questi modi diversi di vivere il Natale. E per me, tra i libri e a quanti li amano, questo è il miglior modo per festeggiarlo.

3 commenti:

  1. Il tempo della lettura è sempre, ma Natale lo è in modo particolare.
    Volevo farti una domanda: secondo te è possibile che la lettura possa avere influenze negative sulle persone? E' un interrogativo suscitato da qualcuno che commentava questo post sul mio blog:
    http://lelunedisibilla.wordpress.com/2012/12/15/leggimi/

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  2. Può esssere che un libro rafforzi idee negative. Mein Kampf di Hitler ne è un esempio, così come libri a sfondo razzista o altro. Accade anche che certi argomenti non siano adatti in alcuni momenti. Ad esempio un libro sulla morte come momento di libertà dalla sofferenza non sia adatto a un depresso o a un malato grave. C'è poi l'uso dei libri come mezzo per indottrinare le popolazioni, e questo lo fanno le dittature, così leggere non è più un mezzo per essere liberi, ma per controllare le menti. E' per questo e altri motivi che da soli i libri non sono sufficienti. Serve qualcuno che aiuti ad usarli, fino a quando non si diventa autonomi. In fondo tu lo sai megli di altri, la scuola credo serva proprio a questo, e se pensassimo più attentamente alla cosa forse la snobberemmo di meno. Oggi poi serve una promozione della lettura perché i media si impossessano facilmente delle menti e possono censurare più facilmente ciò che stimola il cervello. La cosa è piuttosto complicata, ma pressappoco è così.

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  3. In effetti, è così.
    Condivido la necessità di un "accompagnamento" alla lettura e credo che anche a scuola si possa fare di più e farlo meglio.
    Grazie.

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