venerdì 3 agosto 2012

Frustrazioni di un lettore espressivo

L'ho già ripetuto più volte: le mode influenzano il lettore, soprattutto i bambini. In questo periodo d'estate, quando vado a leggere nelle librerie, mi capita di non avere quasi pubblico. Poco male: amo leggere ad alta voce anche da solo. Oggi, ad esempio, mi dilettavo con Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett, capolavoro della letteratura per ragazzi davvero piacevole e coinvolgente. Stavo davanti allo scaffale dei libri più colorati, quelli con tante immagini e pochissime parole. Di tanto in tanto arrivavano bimbi urlanti che volevano il libro della Barbie, quello dei robot, quello di...Neppure un minimo accenno al desiderio di ascoltare.
Giuro che volevo urlarle e tirare loro in testa il bel volume in brossura. Aggressività repressa? Forse. E' che spesso mi sento inerme di fronte all'influenza della televisione e di quelle immagini patinate su certi volumi con cui la scrittura fatica a competere. Come faccio a convincere che un libro può creare dentro di noi immagini che nessun mass media sarebbe mai in grado? Quale strada percorrere per coinvolgere giovani incapaci di volare con la fantasia, infastiditi dalle proposte che fanno lavorare troppo il cervello? Sono profondamente entusiasta di quello che faccio con i libri, ma ammetto che a volte è davvero dura...

1 commento:

  1. Credo che la lettura espressiva, quella capace di dare vita a personaggi e ambienti scritti sulla carta possa essere una buona strada...certo bisognerebbe prima convincere i genitori a tuffarsi in questa avventura. spesso, invece, si delega alle mode del momento il compito di educare alla lettura, ma le mode passano e il rischio è che ai ragazzi non rimanga nulla.
    In ogni caso, sono sicura che chi mette passione in quel che fa è sempre un testimone credibile e non può non lasciare traccia.
    Dunque, buon lavoro!

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