sabato 14 aprile 2012

La vendetta dei personaggi d'inchiostro

Da osservatore guardo con interesse al nuovo libro della Rowling, da lettore cerco capire perché le mie reazioni sono così diverse rispetto alle attese per ogni nuovo libro di Harry Potter. La prima volta che mi sono avvicinato alla saga del maghetto è stato perché ne avevo sentito parlare da lettori appassionati. I film non esistevano ancora. Iniziata la lettura, è stata la fine della mia tranquillità: l'attesa per le nuove uscite erano condite di eccitate fantasie sulle avventure che mi aspettavano, curiosità per i possibili risvolti, riscrittura nella mia mente di possibili scenari. Per Un posto libero per caso, nulla di tutto questo. E non è fisiologico per un lettore appassionato. Ho letto per anni ogni uscita di Ken Follet, con particolare attenzione per il filone storico. Poteva essere Medioevo, Settecento, Ottocento, primi del Novecento, ma io ero sempre pronto alla lettura perché lo stile dell'autore era di mio gradimento. Perché la Rowling è diversa? Credo che sia uno dei pochi casi in cui l'autore sia stato fagocitato dal libro, più forte di lui in tutto e per tutto. E mi piace pensare che sia giusto così, una vendetta che i personaggi d'inchiostro si prendono sul mondo reale.

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