mercoledì 21 giugno 2017

La scomoda verità sulla lettura

09/03/2012

L'opinione riguardo ai lettori non cambia. Leggete l'articolo qui, tratto dal corriere.it. Ne esce un quadro catastrofico in cui trovo punti d'accordo, ma molti altri assolutamente non li condivido. Mi viene da sorridere quando qualcuno, magari di gran cultura, fa le pulci (si dice così?) su chi non è alla loro altezza, o non sono al livello del passato, in cui si leggeva di più, meglio, e avanti di questo passo. E la scuola? Perché non ci preoccupiamo di capire come favorire la lettura nel luogo che dovrebbe creare i futuri lettori spontanei? Nessuno  parla mai del vuoto che ruota attorno alla scuola, spesso lasciata senza risorse e mai ancorata a un progetto di lungo respiro, in modo che vi siano cicli scolastici interi a goderne. Non parlo da persona che studia e pratica la letteratura. Mi metto nella veste di padre. I miei figli hanno terminato il ciclo della primaria, il primogenito anche delle medie. In questo periodo ho visto almeno una decina di dirigenti alternarsi, e sicuramente un numero sempre maggiore di progetti che comparivano e scomparivano. Gli insegnanti, zoccolo duro della scuola, facevano le acrobazie per lavorare all'interno delle regole a loro imposte, in continuo cambiamento. Ah, dimenticavo: sono passato attraverso la riforma Moratti e Gelmini. Direi che come varietà d'esperienza non è male in una sola decina di anni. E il bello deve ancora venire. Ho le superiori ad aspettarmi. Cosa accadrà?
Dopo queste considerazioni la domanda non può essere perché si legge poco e male, ma cosa sia necessario e urgente mettere in moto per favorire la lettura e la cultura extrascolastica (che però nasce nelle scuole) e capire cosa manca. Ma forse questo quesito non se lo porrà mai nessuno. Per un motivo semplice: è troppo pericoloso scoprire la verità!

3 commenti:

  1. Condivisibile l'opinione che si legge poco e, qualche volta, male, ma l'articolo mi sembra eccessivamente drastico e, nel confrontare letture classiche e di altro genere, pure un po' snob!
    Un applauso invece alle tue considerazioni sulla scuola: ci vivo dentro e quindi so quanto sia vero quello che dici! La cosa drammatica è che sia proprio il sistema stesso a mettere in secondo piano "leggere, scrivere e far di conto" a favore di iniziative che spesso trasformano la scuola in un'agenzia di divertimenti con il solo scopo di attirare clienti e dire che, in fondo, non è così male venirci...anche se ti devi "sorbire" letteratura e matematica. Il risultato di questo sterminio sistematico della scuola e della cultura sono ragazzi che, non solo non si appassionano alla lettura, ma che proprio non sanno leggere, lo fanno con una fatica esagerata che, secondo me, inevitabilmente rende difficile la comprensione.
    E' pericoloso scoprire la vita o, per qualche motivo, è comodo mantenere questo stato di cose?
    PS. Grazie per la segnalazione sul blog dell'iniziativa di scrittura del sole24ore, cui ho deciso di aderire!

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    1. Sono d'accordo: quando nelle scuole nascono troppi orpelli, si rischia di trascurare le tante opportunità che esistono insiti in ciò che già c'è. La letteratura è così ricca che non può avere rivali. Ma lavorando nella scuola una cosa la sai meglio di me: possono fare tutti i progetti del mondo, ma la differenza vera la fa l'insegnante, una delle professioni più creative che io conosca.

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  2. E pure una delle più usuranti... :-)
    Oggi non si può davvero pensare di fare l'insegnante senza mettersi in gioco e bisogna farlo senza risparmiarsi. E' una fatica che spesso ti prosciuga, ma è l'unico modo per "agganciarli"

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