mercoledì 21 marzo 2012

Giornata mondiale della poesia

Ho scoperto da poco la poetessa Wislawa Szymborska, premio nobel 1996. E' scomparsa il primo febbraio. Quando muore un poeta, ci lascia la vera voce dell'anima. Non c'è nulla che possa sostituirla. Per molti la poesia è un linguaggio difficile, senza rendersi conto che è forse l'unico che tutti possiamo parlare. Oggi ci ha lasciato anche Tonino Guerra, altra grande voce poetica. Eppure un lontanto 21 marzo nacque quella grandissima creatrice di versi che fu Alda Merini. Per sentirmi partecipe della giornata mondiale della poesia vi offro alcuni versi della Szymborska nell'augurio che proprio ora nuovi poeti stiano per nascere. Il mondo ne ha davvero tanto bisogno. 


In lode di mia sorella
Mia sorella non scrive poesie,
né penso che si metterà a scrivere poesie.
Ha preso dalla madre, che non scriveva poesie,
e dal padre, che anche lui non scriveva poesie.
Sotto il tetto di mia sorella mi sento sicura:
suo marito mai e poi mai scriverebbe poesie.
E anche se ciò suona ripetitivo come una litania,
nessuno dei miei parenti scrive poesie.

Nei suoi cassetti non ci sono vecchie poesie,
né ce n'é di recenti nella sua borsetta.
E quando mia sorella mi invita a pranzo,
so che non ha interzione di leggermi poesie.
Fa minestre squisite senza secondi fini,
e il suo caffé non si rovescia su manoscritti.

In molte famiglie nessuno scrive poesie,
ma se accade - è raro che sia uno solo.
A volte la poesia scende a cascate per generazioni,
creando gorghi pericolosi nel mutuo sentire.

Mia sorella pratica una discreta prosa orale,
e tutta la sua opera scritta consiste in cartoline
il cui testo promette la stessa cosa ogni anno:
che al ritorno dalle vacanze
tutto quanto
tutto
tutto racconterà.

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