venerdì 3 febbraio 2012

Perle letterarie

"Troverò il mio tesoro?" domandò poi. Infilò la mano nella bisaccia e stava per afferrare una delle pietre quando scivolarono tutte e due fuori da un buco nella stoffa. Il ragazzo non si era accorto che la bisaccia fosse strappata. Si chinò per raccogliere Urim e Tumim e rimetterle nel sacco. Vedendole per terra, tuttavia, gli venne in mente una frase. "Impara a rispettare i segnali e seguili," aveva detto il vecchio. Un segnale. Il ragazzo rise fra sé e sé. Poi raccolse le due pietre da terra e le ripose nella bisaccia. Non pensava di ricucire il buco: le pietre sarebbero potute sfuggire comunque, purché lo avessero desiderato. Lui aveva capito che certe cose non bisognava domandarle: per non sfuggire al proprio destino. "Ho promesso di prendere da solo le mie decisioni", si disse. Ma le pietre avevano detto che il vechio era ancora con lui, e questo gli diede un pò di fiducia. Guardò di nuovo il mercato vuoto, ma non provò la disperazione di prima. Non era più un mondo estraneo: era un mondo nuovo.

Paulo Coelho, L'Achimista, Milano, RCS, 1995, p.55.

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