venerdì 28 gennaio 2011

Il sentimento sulla carta


Esattamente centotrent'anni fa moriva Dostoevskij, nome che ai più evoca l'idea di un pacco da leggere senza poterne mai neppure immaginare la fine. Credo invece che questo anniversario dovrebbe servirci per guardare ai classici che tutto hanno nelle loro opere, tranne la noia. Dove iniziare per un approccio felice con autori impegnativi come questi? Credo sia importante chiederselo perchè se è vero che la Biblioterapia guarda senza pregiudizi a qualsiasi testo, è altrettanto vero che le opere più pregiate contengono potenzialità che altra scrittura, più semplice, non possiede. Ecco quindi il mio impegno a indicare le vie migliori per giungere ai Grandi. Nel caso di Dostoevskij non ho dubbi nel consigliare il suo romanzo breve di età giovanile Le notti bianche. Questo testo è una piuma delicata che accarezza l'anima, ti fa volare. La brevità evita di scoraggiare anche il lettore meno motivato e la lettura offre il mondo di un sognatore in cui ci si perde. Sembra di vederlo quel mondo e sembra di poter vedere anche i suoi sentimenti, quasi fossero oggetti delineati, tanto sono precise le descrizioni. E di questi tempi c'è davvero bisogno di vedere i sogni...

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